Il piano fisico

Perché ci sia un qualche progresso spirituale voi dovete allontanarvi e quindi abbandonare il piano fisico. Non sto dicendo che non dovete andare più a lavoro o non dovete più dar da mangiare ai vostri figli. Sto dicendo dal punto di vista dell’identità. La gente è molto identificata nel piano fisico, anzi lo considerano l’unica realtà effettiva; siamo educati in questo modo dalla nascita. Certamente nel piano fisico si incontrano anche piacere e successo, ma pur essendo fortunatissimi Continua a leggere →

Depressione

— Caro Sergio, ho vissuto giorni molto belli e intensi anche fuori dalla meditazione. Durante la vita normale mi veniva spontanea la domanda – sempre la stessa – ma chi soffre?, chi sta male? ecc. e alla risposta percepivo come qualcuno/qualcosa che ridesse di me, ridesse del mio dolore... e mi sentivo parecchio sollevata perché percepivo che io non ero appunto l’angoscia, ero altro. — Non immagini quanto mi faccia piacere. È magnifico! — Ora sono 2-3 giorni che non riesco ad Continua a leggere →

La relazione tra Maestro e allievo

— Qualcuno potrebbe spiegarmi bene il rapporto maestro-discepolo? Perché è necessario? In cosa consiste l’alchimia tra i loro cuori? Anche il maestro ha bisogno di un discepolo per crescere? Ma non è forse il Cuore il vero maestro? — Se il maestro ha ‘bisogno’ del discepolo quel rapporto è condizionato! Ergo quel presunto maestro non potrà essere totalmente libero nella relazione con l’allievo. Si tratterebbe dunque di un’ordinaria relazione umana di reciproca compensazione. Continua a leggere →

Signore della Via spirituale

Mt 12:1-8  In quel tempo Gesù camminava in giorno di sabato tra i campi di grano; ora i suoi discepoli ebbero fame e si misero a svellere delle spighe e a mangiarle. Ma i farisei, veduto ciò, gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli fanno quello che non è lecito fare in giorno di sabato». «Ovvero, non avete letto nella legge che nel tempio i sacerdoti, nei giorni di sabato, trasgrediscono il sabato e tuttavia sono senza colpa? Perché il figlio dell’uomo è signore anche del sabato». Sergio: Continua a leggere →

L’amore viene naturalmente

Con una sadhana realizzativa l’amore viene naturalmente, senza bisogno che andiate a studiare regole di comportamento. Nella sadhana voi imparate ad accettare tutti i contenuti più strambi della vostra mente, consci e inconsci. Parimenti, senza che ve ne accorgiate, la vostra accettazione per gli altri diventerà sempre più profonda e, come avviene per i vostri contenuti, voi consentirete sempre di più ad ogni tipo di persona di esistere all’interno della ‘Madre’ unica, la Consapevolezza Continua a leggere →

Mahashivratri

Oggi gli indù celebrano il Mahashivratri, la festa più importate dedicata al Signore Shiva in memoria del giorno in cui Shiva consumò l’Halahal – il veleno emerso dall’oceano latteo – in risposta alle preghiere dei Mondi che rischiavano di essere distrutti. Secondo la leggenda, nei tempi antichi dei e demoni cercato di agitare le profondità dei mari per estrarre i tesori che vi erano nascosti, ma insieme a questi emerse anche l’Halahal! Continua a leggere →

La giusta pratica

— Mi pare di aver capito che devo cercare di percepire la sensazione che tu hai chiamato “testimone”. Da lì guardare le emozioni e guardare ciò che percepisco e tutto questo col tempo si scioglierà – SEMBRA TUTTO COSÌ SEMPLICE… Ci sono dei momenti in cui l’emozione è così travolgente che mi è impossibile staccarmi, ma se ci riesco è veramente una gioia. Mi è stato facile e difficile lasciarmi andare: Continua a leggere →

Turiya samadhi

Nel petto, nel cuore spirituale (Hirdaya), voi avere un IO. Quell’IO è la cosa più intima che c’è, perché siete Voi, il VERO VOI. Istintivamente lo sentiamo. Infatti è in quell’area che battiamo la mano destra quando diciamo: “Io!”. Noi lo chiamiamo Sé, per distinguerlo dall’ego individuale, e abbiamo anche detto che può essere chiamato Puro Essere, Pura Coscienza, Sé, So-Ham, il Brahman ecc. Chiamatelo Continua a leggere →

Cosa intendi per ‘io’ ?

Allievo — Caro Sergio, stamattina mi sono sorte due domande sulla tecnica. Quando chiedi di cercare l’io, quale “io” intendi? Intendi l’io come sovrastruttura al Sé – quindi come illusione di separazione dal tutto, che a forza di cercarlo scompare? In questo caso tu lo intendi come un pensiero cui aggrapparsi, che in realtà non esiste e quindi infine scompare lasciando finalmente intravedere il Sé non più velato dalla mente? Oppure intendi Continua a leggere →

la sensazione di Te Stessa

— Caro Sergio, durante l’esercizio mi è sembrato di sfiorare la “comprensione” che c’è un io che pensa, agisce.... che è intrappolato dai pensieri, dalle convinzioni e “qualcos’altro”. Le emozioni erano molto forti ma potevo anche vederle. Rileggendo le tue istruzioni mi sembra che l’esercizio che faccio e non è quello che mi hai spiegato tu. Mi piacerebbe molto parlare direttamente con te. Noi abitiamo in... Continua a leggere →