La Sofferenza Equivale al Sé Separato

Ho trascritto il testo del video di Rupert Spira per un non udente. Lo condivido con voi: Rupert – La sofferenza è uguale a resistenza, e la resistenza vuol dire: sé separato. D. – La mia impressione era che la sofferenza in se stessa non era il problema, ma che il problema sorge quando c’è qualcuno che soffre. R. – Prendiamo prima questa tua affermazione per cui la sofferenza non è un problema. Uno dice: “La mia ragazza mi ha lasciato e come risultato sto soffrendo”, Continua a leggere →

Una sfilza di ‘io’

— Il fatto di incontrare una sfilza di ‘io’ è per certi aspetti una discrasia insita nella fase iniziale dell’autoindagine che può durare anche a lungo. D’altra parte puoi migliorare di molto la tua autoindagine comprendendo i suggerimenti che ora ti do. Se tu cerchi il testimone, nella mente duale troverai sempre un altro testimone che osserva quello che hai appena individuato; lo stesso capita con l’io. Perciò tu non devi andare attraverso una mente dialogica, ma devi usare Continua a leggere →

Autoindagine versus autosuggestione

— Quando cerco di concentrarmi provo, sia in momenti di silenzio e solitudine, disteso in una comoda posizione, sia durante la vita di tutti i giorni a non pensare a nulla e di sentire l’Io dentro di me. Non ho ancora capito bene cosa sia l’Io, ma istintivamente colgo un punto vicino al cuore e mi concentro su quello in assenza di pensieri. Ieri sera, invece, questo punto si è spostato verso l'alto al livello toracico e mi compariva, di tanto in tanto l'immagine di un maestro spirituale di Continua a leggere →

Attacco di panico

— Da quando ho inviato l’ultima e-mail ieri sera, dopo aver letto Ramana ed aver meditato un po’ mi trovo in uno strano stato di ansia e quasi di panico che in determinati momenti raggiunge dei picchi alti. È perché sto lavorando male? Può essere collegato al lavoro spirituale oppure è determinato da altri fattori, magari fisici? — Dipende un po’ dal tuo carattere; forse sei un tipo emotivo e portato all’ansia. Alcuni ricercatori provano questo tipo di paura, perché a livello Continua a leggere →

La coscienza desta che sta dietro il sonno

 Allievo — Un po’ di tempo fa in meditazione ho osservato che se medito più da vicino (io medito con gli occhi aperti guardando l'immagine di Lakulisha a più o meno un metro e mezzo di distanza) succedono delle cose interessanti. Te ne voglio parlare… Anzitutto vedo l’energia che si muove, tocca l’oggetto (il libro di Sri Ramana che ho fra le mani) e poi torna in dietro. Questo mi consente di non essere troppo coinvolto con i pensieri e lasciarmi “cadere” in una profondità nuova. Continua a leggere →

Desideri sì o no?

— Ciao Sergio, come stai? Io tutto bene. Cerco di portare la meditazione alle 24/h al giorno, come meglio posso... Per il resto ci penserà la Grazia Divina  Volevo chiederti un parere. Premesso che cerco di mantenere l’attenzione verso l’interno e considerato che l’ego non sia ancora morto, nella vita si prospettano apparentemente queste due possibilità: essere o non essere accondiscendente verso i desideri/paure? Ovvio che questa domanda riguardi una qualche identificazione… Continua a leggere →

Un metodo per evitare la sofferenza

— Caro Sergio, ti prego insegnarmi il sistema per accettare, sopportare l’invadenza di certe persone, la loro esuberanza e a volte il loro comportamento offensivo. Quando sono di fronte a loro io mi concentro sull’ ‘IO’, il Sé. Ma nonostante i miei tentativi mi sento risucchiata da queste presenze, ferita dalle loro  false comunicazioni, e mi osservo forzata in un comportamento ipocrita per paura di ferirle. Cerco di trovare l’amore e  la compassione per accettarle, ma non ne sono Continua a leggere →

Attenzione nell’attenzione

— Caro Sergio, in questi giorni non mi è successo niente di particolare nella meditazione. Durante il giorno do attenzione all’attenzione, così l’attenzione diviene oggetto percepito dalla coscienza  e sullo “sfondo” c’è il testimone. Se riesco a rimanere abbastanza a lungo nell’attenzione, dentro di me sale gioia ed energia. Un grande abbraccio! — “Attenzione” è sinonimo di coscienza, perciò l’attenzione è il Sé. Quando l’attenzione entra nell’attenzione significa Continua a leggere →

Come uccidere l’ego?

D. – Qual è allora la differenza fra meditazione e ricerca del Sé (atma vichara)? M. – La meditazione è possibile solo mantenendo l’ego. Vi è l’ego e l’oggetto sul quale si medita. Si tratta dunque di un metodo indiretto. Il Sé invece è unico. Invece quando si cerca l’ego (atma vichara), cioè la sua sorgente, l’ego scompare. Ciò che resta è il Sé. Questo è il metodo diretto. D. – Allora cosa devo fare? M. – Rimanere aggrappato al Sé. D. – Come? M. – Anche adesso Continua a leggere →

Samadhi: kevala e sahaja

Domanda – Ritengo che il corpo fisico di un uomo immerso in samadhi, come risultato della contemplazione ininterrotta del Sé, diventi per la stessa ragione immobile. Può essere in uno stato di attività o d’inattività. La mente concentrata nella contemplazione non sarà influenzata dal corpo o dai sensi agitati. Una distrazione della mente non presagisce sempre l’attività fisica. Un’altra persona sostiene invece che l’agitazione fisica impedisce di certo il nirvikalpa samadhi o la contemplazione Continua a leggere →