oh Dio, dal languore insostenibile

“Oh Dio, dal languore insostenibile, nasconditi ancora un po’ ai miei occhi... almeno fuori nel mondo… troppo Sublime il tuo volto per reggerne il peso... Lascia che ti incontri come l’Amato più Amato in quel silenzio dove Tutto è noto. Oh Amore fatto carne... non inebriarmi così! Oh estasi infinita che infiammi e ardi come fuoco fammi dire: nulla da ottenere, nulla da affermare e nulla da negare in quella profonda vastità senza confini… in quel rilassamento che nulla può afferrare Continua a leggere →

vacuità versus satchitananda

È interessante che le scritture indù dicono che la Realtà ultima e puro Essere-Consapevolezza, mentre le scritture buddhiste dicono che è vacuità, ‘nulla’. Il Sutra del cuore dell’insegnamento perfetto, che è la principale scrittura buddhista, di tutte le tradizioni buddhiste, dice che pure la consapevolezza è nulla. Ci sono forse due Realtà ultime diverse? Vien da dire: “Come la consapevolezza è nulla??? L’Assoluto non è altro che consapevolezza!!!”. Non ci sono due Realtà Continua a leggere →

consapevolezza consapevole della consapevolezza

consapevolezza consapevole della consapevolezza beatitudine estrema nessuna forma, nessuna creazione. se credi che ci sia qualcosa da vedere, da correlare, da fare… sei già fuori… la consapevolezza della consapevolezza: solo consapevolezza! non più un ente individuale non più comunicazioni da dare non più cose da fare: solo consapevolezza! questo è il vero turiya renditi conto che il tuo ‘io’ è consapevolezza non individuata renditi conto che l’osservatore è consapevolezza indirizza Continua a leggere →

vairagya

quando vedi sempre il trascendente nell’apparente Shiva e Shakti diventano la stessa cosa il Sé è ogni cosa perciò rimane solo l’abbandono, che è un altro modo per dire ‘realizzazione’ proprio per questo non rifuggi l’apparente che ti bussa alla porta (la vita, il karma) benvenuto! se nasco all’inferno faccio il diavolo e se nasco in paradiso faccio l’angelo rifiuta ciò che ti viene incontro e ne diventi l’immediato l’effetto la vita, la morte, l’inferno, il Continua a leggere →

gradire e non-gradire

Le onde della mente sono causate solo da 2 cose: gradire e non-gradire. Se volete la liberazione dovete disattivare questo tormentone e abituarvi a non rispondere agli impulsi di attrazione-repulsione. Farlo equivale a sconfiggere l’ego. Infatti come smettere di rispondere a quegli impulsi per un po’, vi trovate ad essere la Realtà eterna e incondizionata, piena di pace, che è fuori dalla mente. Quando abbandonate il gradire e non-gradire, allora dopo un po’ scoprite la felicità che Continua a leggere →

un vuoto-pieno beato

Caro Sergio, settimana molto faticosa sul piano lavorativo, con la conseguenza che è aumentata la stanchezza, fisica e mentale. Il risultato è che sono più reattiva alle situazioni. La sadhana procede. Quando mi siedo per meditare, il silenzio arriva quasi immediatamente. Attraverso momenti di apertura, nei quali diventa chiara, limpida, l’essenza del manifesto. Un’unica sostanza intrisa di qualcosa che risuona come Amore ma non è Amore, come Beatitudine ma senza esserlo. È un Continua a leggere →

il lavoro sulla vacuità

C’è un colloquio in cui qualcuno chiede a Sri Ramana: “Non possiamo meditare ininterrottamente?”. Bhagavan risponde: “Prova, le vasana non te lo permetteranno”. Le vasana sono spinte, quel qualcosa che ti fa dire “Dai, fammi vedere questo e fare quest’altro, e chiamare tizio e chiedere di sempronio…”. Se non ci sono queste spinte, tu rimani nel Sé. In che maniera il lavoro sulla vacuità sostiene il dimorare nel Sé, o meglio: l’ESSERE Il SÉ? L’aspirante si abitua Continua a leggere →

ancora su nulla, turiya e turiyatita

Se l’attenzione è ancora sul nulla significa che in qualche modo c’è ancora un osservatore, per quanto sottile possa essere, che considera quel nulla. Pensateci un attimo, quando non c’è niente l’attenzione va spontaneamente a ciò che resta. Quello che resta è il Sé, che è puro Essere-Consapevolezza e quindi, una volta contattato, beatitudine. Se non notate il Sé, allora c’è ancora un osservatore che valuta il nulla –  per l’ego, che ha sette vite come i gatti, è meglio Continua a leggere →