‘fare’ è solo un concetto

‘fare’ è un concetto ‘sforzo’ è un altro concetto. Osserva come nella tua mente si presenta l’immagine di qualcosa che non vorresti fare e a questa si contrappone un’immagine di te che decide di farlo con sforzo. Disattiva le 2 immagini e rendile Silenzio, a prescindere da cosa fai. Ripeti l’operazione. Dato che al momento non puoi fare una pratica formale, cura di rendere Silenzio le immagini della tua mente. È un buon modo per smontare la mente. Il che significa individuarle Continua a leggere →

così sottile che si può dire soltanto che è Silenzio

— Osservazione e abbandono sono tutto, poi ci sono anche i maestri che ti dicono cosa succede osservando e abbandonandoti, così da accelerare il percorso. Tu hai un range che va dal Silenzio asoggettuale (o soggetto universale), che è il top del top del background, il più sottile, così sottile che si può dire soltanto che è Silenzio, assolutamente privo di azione e di moto… alla tua persona. La tua vera identità è il Silenzio. Però devi osservare come dal Silenzio scivoli in avanti Continua a leggere →

non-dualità

— Tutto avviene all’interno di TE, di TE come sfondo di consapevolezza imperturbabile; puoi apparire tu che ti arrabbi, le identità… e tu non intervieni. TU-consapevolezza non intervieni. È la suprema conoscenza! Poi la integri e non ci pensi più e integri anche l’estrema beatitudine frutto della liberazione portata della suprema conoscenza – ciò non impedisce a entrambe di fare capolino quando vogliono festeggiare la Gloria di Dio. Quello che rimane stabile è il quieto silenzio Continua a leggere →

tre condizioni

Secondo la mia esperienza nella vita ci si può trovare in queste condizioni: ignoranza: si vive nella dualità e la nostra ‘attenzione’ è rivolta solo all’esterno; testimone: c’è stato un risveglio della coscienza ma esiste ancora una forma di ‘io’ che testimonia quanto accade; stato naturale: quando il testimone sparisce c’è il tuo stato naturale, la mente è silente. Fabrizio Torre Continua a leggere →

il senso di essere

Studente: — Posso offrire solo la mia determinazione e il mio desiderio sincero di liberazione. Infatti, a parte anni di letture, consultazione del blog e interesse personale, a mancarmi sono proprio le basi e gli strumenti a cui affidarmi, a partire dai primi passi, soprattutto per quanto concerne la meditazione. Intanto grazie per prendere in considerazione la mia richiesta, rimango in attesa di una gentile risposta. Marco Mineo — L’unico ‘strumento’ è il senso di essere. Puoi sentirlo Continua a leggere →

sulla realizzazione

Una volta giudicavo la maturità spirituale degli aspiranti da quanto fossero profonde e prolungate le loro esperienze spirituali. Ingenuo!… È assai più complesso. Per comprendere l’argomento dobbiamo partire da una domanda: perché dopo il primo risveglio profondo l’aspirante continua rimanere quasi com’era prima? Lui o lei ha un’esperienza profonda del Divino e riconosce di essere Quello. Poi torna nella vita è subisce tutte le pressioni, gli attacchi, i problemi, le lusinghe Continua a leggere →

resta qualche desiderio dopo la liberazione?

— Resta qualche desiderio dopo la liberazione? — Sì. Ma prima ti racconterò due storie. Negli anni ’90 lessi sul giornale che nella giungla (mi pare della Birmania) avevano trovato un altare di pietra su cui era distesa una statua che raffigurava un uomo con un viso beato che contemplava il cielo; c’era la foto. Sembrava di pietra anche la statua, ma facendo le analisi scoprirono che si trattava di un corpo umano che si era fossilizzato, senza rattrappirsi. Allora risalirono a una Continua a leggere →

dukkha – sofferenze

Volete essere felici, ma la vita è sofferenze. Anche quando va tutto bene (salute, affetti, averi, successo), sapendo che questo bene è impermanente, siete in tensione per paura di perderlo. Ci insegnano che dobbiamo cercare la felicità. Tutti la cercano ma nessuno è felice. Poi la vita, dal punto di vista umano, finisce in dramma… con la vecchiaia, la malattia e la morte spesso seguita da prolungata agonia. Cosa volete di più par capirlo? Invece continuate a cercare la felicità nella Continua a leggere →

un aspirante molto molto elevato

— Stamattina mi sono resa conto che probabilmente in questi ultimi mesi ho fatto un errore, senza accorgermene. La pratica spirituale è diventata un’ancora, una specie di investimento – non del tutto, ma un po’ sì – per fare andar meglio la mia vita. Tempo fa, se ricordi, non riuscivo a mettere insieme il cielo con la terra: come posso alte così un disastro nelle relazioni con il mondo e riuscire ad avere delle esperienze così elevate e profonde nella meditazione? Poi ho capito Continua a leggere →

pochi comprenderanno quello che scrivo

Pochi comprenderanno quello che scrivo. Per ‘comprendono’ intendo che lo utilizzano. Io scrivo per quei pochi. La liberazione non è per il grande pubblico. L’autoindagine è già una via superdiretta, in più noi abbiamo i Ritiri che rendono l’autoindagine 10 volte più veloce. È una via quasi lampo con liberazione garantita. Ma sapete cosa fanno? Vengono a un Ritiro e poi ritornano quando di nuovo sentono il prurito di una gita in Paradiso… Sono turisti della domenica. Ancora Continua a leggere →