sulla strada che mi porta all’osservatore…

Allieva: Sono sulla strada che mi porta a riconoscere l’osservatore, che io non avevo proprio idea di come riconoscere, Il percorso finora è stato questo: IMPARARE A PERCEPIRMI SVEGLIA – è stato il più semplice, e lo uso ancora quando sono molto distratta. Mi fa sentire leggera la testa. IMPARARE A PERCEPIRMI VIVA – è già più duro, perché passo dal corpo per poi slegarmi da esso e mantenere la sensazione. Mi fa sentire distaccata dal corpo. PERCEPIRE L’OSSERVATORE – questo Continua a leggere →

risveglio e liberazione

Parafrasando Roberta, riconoscersi per un momento come il Sé è il risveglio, incarnarlo e vivere come il Sé è la liberazione. Come si fa? Consapevolezza e Abbandono! Essere il Sé significa costante riconoscimento del Sé (consapevolezza) ed essere abbandonati al Sé. Se salta fuori qualche identità che dice “non voglio così, voglio cosà…” allora non state vivendo secondo ciò che avete riconosciuto di essere, state vivendo secondo l’ego. Continua a leggere →

identificazione

Una volta, a un aspirante che chiedeva: “Che cos’è l’identificazione”, risposi: — Di cosa sei consapevole? — Di ciò che mi circonda, del mio corpo e del corpo degli altri, di ciò che penso... — Bene, chi sei? —. L’allievo allora indicò il suo corpo e la testa. — Questa è l’identificazione! Sentirsi meno di ciò che realmente si è, è l’identificazione. Puoi mai essere qualcosa di meno della tua stessa consapevolezza? Puoi mai essere ‘qualcosa’? Marco Continua a leggere →

l’aspirante orientato alla conoscenza

L’aspirante orientato alla conoscenza tiene solo alla sua libertà interiore, non la libertà dell’ego, la vera libertà, quella intrinseca, il Sé. Non si lascia ingabbiare da nessun concetto mentale, nessun attaccamento, non ha paura di niente. Poi è collaborativo, dà aiuto se è richiesto, ma non tentate di mettergli le briglie… Poonja era così, Fabrizio è così, Roberta e anche altri… Quando avete paura o vi lamentate che vi manca qualcosa, avete dimenticato chi siete. Tutto Continua a leggere →

Shakti è solo un altro nome del Sé

Shakti è solo un altro nome per il Sé. Gli aspiranti che si abbandonano a Shakti l’avvertono come energia, ma con la maturità quest’energia si tramuta in pura consapevolezza, infinita ed eterna. Allora essi vedono che le distinzioni tra Shiva e Shakti sono meramente didattiche. Questo dovrebbe insegnarci una cosa: che una vera via realizzativa non è mai soppressiva. Se voi sopprimete un aspetto del Divino a favore di un altro che la vostra mente ritiene giusto, non andate troppo lontano… Continua a leggere →

la causa della sofferenza

Anni, fa durante la lezione, un Lama ci chiese quale fosse secondo noi la causa della sofferenza. Io prontamente risposi: “l’impermanenza!”. “No!” fu il suo commento, ma io non capii dove fosse l’errore. Poi ha continuato spiegando l’attaccamento e l’avversione come causa dell’ego e quindi della sofferenza. Compresi quei concetti solo intellettualmente e restai insoddisfatto. Anche quando provai ad applicare quell’insegnamento non ebbi alcun successo, poiché in realtà Continua a leggere →

con il cuore lì

14bSe con il cuore sei lì nell’ascolto, l’amore fluisce spontaneamente.

Piano piano questo amore avvolge tutto, fino a perdere i confini del corpo.

Senti un unico battito, non c’è più nulla di separato, nessun ‘io’, nessun ‘altro’ da te… solo UNO, e questo UNO è amore.

Anna Gagliano

l’abitudine di pensare di essere qualcosa

TU SEI NON-MENTE! Capite la difficoltà a vedere e identificarsi col vero Sé nella sua piena purezza, cioè non rivestito da qualche concezione??? È che uno è abituato a pensare di essere qualcosa… E quando il Maestro dice: sei Shiva, sei Shakti o sei il Sé, pensa che Shiva, Shakti e il Sé è qualcosa. È NON-MENTE!, e la sua forma è il SILENZIO. Nisargadatta lo dice in una maniera meravigliosa: Quando ti sarai abituato a non definirti, allora… Continua a leggere →