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Marco: — Come hai praticato finora? Allievo: — Purtroppo non sono stato assiduo, un po’ perché non trovo la posizione giusta, a gambe incrociate non riesco a stare più di mezz’ora. L’unico progresso che ho notato soprattutto se pratico anche il pranayama prima di iniziare (quello a narici alternate) riesco per brevi istanti a centrarmi ad annullare il chiacchiericcio mentale e concentrarmi nel terzo occhio. Marco: — Qualsiasi pratica che non puoi sostenere continuamente non può Continua a leggere →

esiste solo il Sé e brilla in ciascuno come ‘IO’

Quando, seguendo i dettami dell’autoindagine, portate tutta la vostra attenzione al soggetto ‘IO’, questo è spesso ricoperto da impurità che richiamano all’io personale legato al corpo-mente. Ciò ha fatto sì che molti advaitini abbiano rinunciato a dimorare nell’IO scegliendo l’Essere o la Consapevolezza come soggetto. Voi dovete ignorare quelle impurità dell’io personale. Dovete sapere che il vero IO, chi veemente siete voi, è puro Essere-Consapevolezza: eterno, senza forma, Continua a leggere →

la manifestazione dev’essere riassorbita

Nel sonno desto non c’è mondo. Non vi ricordate che avete un corpo, di problemi di salute, che avete litigato con Gennarino… È come il sonno profondo senza sogni, ma siete consapevoli. C’è solo essere-consapevolezza, nient’altro, niente oggetti. Come relax è da 5 stelle, il top del sahaja samadhi! Ma quello che ho visto è che nella maggioranza dei casi non basta riportare l’attenzione sul soggetto percipiente – Chi vede questo? Chi percepisce quest’altro?... –, è necessario Continua a leggere →

non si pone più neanche la domanda

— Caro Sergio... come stai? Sul post che hai pubblicato oggi vorrei chiederti se è giusto questo: sono sempre stata confusa su destino e libero arbitrio… Il destino è sancito dal karma, che prima o poi si esaurisce quando non ci si identifica più con l’agente. Ma il libero arbitrio cos’è esattamente? Chi lo esercita? Di chi è questo potere? Una volta tantissimi anni fa un monaco tibetano mi fece il tema natale e mi predisse alcuni accadimenti futuri, precisando però che “c’è sempre Continua a leggere →

devi abbandonarti e perdere il controllo

Allieva: — Durante la meditazione ad un certo punto mi sono sentita trascinare via, aspirata da qualcosa verso la nuca. Poi la mente è intervenuta a bloccare e l'esperienza si è interrotta. Marco Mineo: — Non tenere niente in tasca, cedi tutto, se no sei costretta a pensare a cosa tieni in tasca. Devi abbandonarti e perdere il controllo. Qualsiasi cosa ti porti Shakti lasciati attraversare incondizionatamente. Senti interiormente: “Qualunque cosa accada e ovunque mi porti, va bene”. Quando Continua a leggere →

libero arbitrio e servizio all’umanità

Devaraja Mudaliar: — Se ogni azione del corpo e ogni esperienza attraverso cui passa è già stabilità dal karma, che ne è del libero arbitrio e della responsabilità individuale? Bhagavan: — L’unica libertà che si ha è di lottare per acquisire la Conoscenza, Jnana, che permette di non identificarsi col corpo. Anche se il corpo è oggetto del prarabdha (il karma che si manifesta nel presente), l’uomo è libero di identificarsi col corpo e aderire ai frutti dell’azione o di rimanere Continua a leggere →

l’osservazione deve portare alla disidentificazione dall’osservato

Allieva: — Mi sento molto stanca, ho troppi impegni che occupano la mia mente e mi fanno stare troppo nelle cose da fare. Non sono ancora fuori dalla dualità. Marco Mineo: — Chi sostiene di non essere fuori dalla dualità? Tu non sei chi fa. Sei chi è cosciente. Chi testimonia questa stanchezza? Trova il tuo centro in ciò che testimonia. Se fissi l’attenzione nelle dinamiche della mente che producono stanchezza, queste si autoalimentano. Prova invece a portare l’attenzione all’osservazione. Continua a leggere →

chi sei tu per decidere di digiunare?

Bhagavan narrava anche di un altro pradakshina, quando viveva ancora allo Skandashram. Una volta per un disturbo allo stomaco aveva deciso di digiunare per tutta la giornata. Lasciò 1’ashram per un pradakshina pensando che così gli sarebbe stato più facile restare a digiuno. Sulla strada incontrò cinque o sei contadine intente a raccogliere legna da ardere e foglie da usare come piatti. Gli chiesero dove poter trovare dell’acqua e Bhagavan le accompagnò per un buon tratto. Quando stava Continua a leggere →