Abitare sulla Soglia

Un estratto dal prossimo libro di John M. Grenafege

Con commento di Sergio Cipollaro

Dimora sempre e solo sulla soglia aperta della Presenza. Dimora là senza parole né storie da ripetere nella tua testa di continuo. In questo modo l’immagine del mondo rimane com’è.

La continua ripetizione nel flusso dei pensiero di una storia personale del mondo porta a ‘credere’ che i concetti siano veri.

Naturalmente tutti i concetti e le credenze appartengono a un ‘me’ rafforzato dal pronome trasparente ‘Io’, pronome ‘Io’ che con una semplice ricerca scompare nel vasto silenzio e nella completezza – né non-personale, né personale. Solo la pura Consapevolezza, requisito sempre presente per ogni movimento apparente: di pensiero, emozione, memoria, percezione, sensazione, di cui si può essere coscienti.

Senti il dolce e amichevole benessere del dimorare senza prenderti cura né confrontarti con le onde sempre mutevoli dell’apparenza. Trova il naturale, squisitamente ‘elevato’ senso di pace senza-tempo e l’eterno benessere che è la realtà di chi sei adesso, e sempre sarai.

Abita costante soltanto sulla soglia già aperta dell’Unico Cuore, e inchinati umilmente e arreso all’Uno senza-nome. Improvvisamente, rapidamente, la grazia dell’Abitante della Soglia rivelatrice è accordata – dopo un viaggio tanto lungo – all’assetato completamente spoglio e umile, in attesa senza aspettative, col solo desiderio di conoscere e servire l’Unico Cuore.

Se vuoi veramente conoscere il tuo eterno vero naturale , per prima cosa mostra di essere meritevole di tale grazia essendo silenzioso, e rifiutando di continuare ad essere posseduto da un flusso di pensiero illusorio. Smetti di essere così facilmente trapassato dalle continue menzogne della mente; mente che non esiste affatto fuori dalle parole e dal linguaggio che la contengono! La mente e il suo fugace ‘è’, la cosiddetta realtà; entrambe esistono solo quando appaiono le parole, e queste sono prese come la verità appartenente a qualcuno. E questo ‘qualcuno’ ha bisogno di essere continuamente rafforzato dalla storia nutrita dalla nostra tragica dipendenza al bisogno di ricordare un passato, mentre proiettiamo un futuro; con la conseguenza di non conoscere mai realmente la vera vita e l’amore. Non c’è un altro momento, un momento più appropriato, per conoscere la verità della tua stessa Essenza.

Abita sulla soglia dell’Unico Cuore, senza aggrapparti a niente, senza rifiutare niente, non opponendoti a nessun evento apparente che sorga nel pensiero o nel mondo.

Questo è il ‘metodo’ il più semplice e diretto all’Uno senza-nome.

Tutto appartiene in egual misura all’Unica Coscienza, e ogni cosa è guardata con totale distacco e con profonda pace da quello sfondo puro: la natura aperta come un cielo della Consapevolezza. L’ “uno per tutti e tutti per uno” della Verità Assoluta, che è l’unica a leggere queste parole.

La beatitudine e l’amore quasi insopportabili del cielo infinito della Consapevolezza, il più puro di tutti i cieli; ciò che esso contiene, sempre integro e incontaminato, nega fondamentalmente giusto e sbagliato, il concetto di opposti. Tutto il resto è finzione fatta di linguaggio, persone alfabeto, dipendenti dalla costante ripetizione nella loro teste di una storia per avere un’illusione di vita.

Il Reale non è illusione. Siamo l’unico Reale. Concludi la finzione con la nuda umiltà di non saper nulla, e cadi libero con abbandono e gioia nel fuoco sempre presente dell’amore: che è il Sé, qui e ora, sempre. Vai pazzo d’amore nel fuoco dell’amore.

Vivendo senza lagnarti e senza confronti con alcunché nel Cuore Unico della Consapevolezza simile al cielo ogni discussione si dissolve, ed è sostituita da una cura costante per ogni cosa in egual misura. Ogni azione è automatica e non dettata da volontà personale e da brama.

Quando si vede chiaramente che la vita è un sogno e si perde definitivamente l’individuo, anche l’idea del ‘ritorno a casa’ diventa solo un concetto, un ideale che appartiene alla vita-sogno e al suo immaginario sognatore-conoscitore. Tutto appartiene allo schermo olografica della Coscienza.

Noi dimoriamo incontaminati e al di là di ogni cosa che possa essere percepita o concepita nel linguaggio e nell’azione derivante dai pensieri sullo schermo olografico. La consapevolezza osserva la lettura di queste parole senza alcuna opinione, nella beatitudine e la completezza di Se stessa, amando tutto allo stesso modo.

Abitando sulla soglia del vuoto-pieno è così facilmente scompare nell’oceano del Sé eterno.

Ora c’è solo Essenza che abita nello spazio tra la Coscienza e non-essere. L’abitante è impazzito d’amore, ha ballato sul fuoco fino a che i piedi sono diventati fiamme e gli occhi sono diventati fiamme, e la luce di questo bruciare illumina l’Eterno.

Titolo originale: “Dweller On The Threshold”

Traduzione dall’inglese di Sergio Cipollaro

©2012 John M. Grenafege

http://www.a-bridge-to-awareness.com

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 COMMENTO DI SERGIO CIPOLLARO

Quando usate le parole per descrivere col pensiero quello che percepite, in realtà state etichettando la Pure Consapevolezza, trasformandola illusoriamente in questo e quello. In questo modo voi create Maya, il mondo in cui siete intrappolati.

È un’abitudine, nient’altro che un’abitudine, e potete venirne fuori. È come smettere di fumare, né più né meno. Richiede solo molta perseveranza perché, come John dice, siamo diventati parole-dipendenti.

Ma cosa sono i pensieri?

Se si dice a una persona di scacciar via i pensieri, quella non sa cosa fare, cerca di togliere l’energia. Ma l’energia non c’entra, dipende da dove la si ripone. I pensieri sono le “parole”! Quando il bambino è nella fase preverbale, non avendo parole non ha pensieri, quindi è nella Pura Consapevolezza.

Smettere di pensare parole è possibile con un po’ di pazienza e perseveranza.

Provate questo esercizio:

  1. Chiudete gli occhi e guardate ciò appare.
  2. Qualsiasi cosa appaia va bene così com’è. Accettatela, non importa dove si collochi sulla scala che va da ‘assolutamente spiacevole’ a ‘assolutamente piacevole’.
  3. Guadagnerete un po’ di distacco, di indifferenza.
  4. Adesso togliete le parole, eliminatele, sganciatevi da esse.
  5. Improvvisamente tutte le apparenze si fonderanno nella Pura Unica Consapevolezza. Non avete più conoscenza relativa, ma assoluta: conoscenza della Pura Consapevolezza.
  6. Continuate a contemplare la Pura Consapevolezza e abituatevi a lasciare andare il vizio di ricorrere alle parole (cioè ai pensieri).
  7. Immergetevi nella Pura Consapevolezza.
  8. Da lì c’è il Samadhi, il Silenzio ecc. Siete a Casa!

Questa tecnica può essere integrata all’Autoindagine per la quale io consiglio di risalire alla Coscienza come Soggetto Ultimo della percezione.

Dovete dimorare nel preverbale. E allora avrete 2 cose: la pura coscienza sensoriale (dove non c’è mente perché non vi sono parole) se siete estroversi per svolgere qualche attività, o la Pura Consapevolezza se siete introversi. Userete la mente come un computer: solo quando serve.

Usate le parole quel tanto che è necessario per comunicare con gli altri nella vita. Ma nella vostra testa smettete di usale! E quando lo fate, come per miracolo vi trovate nella Pura Consapevolezza. Siete a casa…  😉

LOVE

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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