accetta il momento presente senza riserve

Allievo: — Oggi non sono riuscito a meditare…

Marco Mineo: — Perché?

Allievo: — Provavo ansia e agitazione, non riuscivo a rilassarmi.

Marco: — Quando pratichi non dovresti porti un obiettivo, se dici “non riesco” significa che vorresti riuscire ad ottenere qualcosa che non c’è.

Allievo: — Succede così, inizio a meditare, mi metto in ascolto e piano piano entro in uno stato più rilassato e mi disidentifico da tutti questi pensieri e sto bene. Oppure, come oggi, si presenta un groviglio di pensieri che non mi permette di meditare.

Marco: — Questo groviglio di pensieri avviene nello spazio della consapevolezza, se il tuo obiettivo celato diventa togliere il groviglio, la tua attenzione resta nel pensiero. Devi diventare talmente aperto da non consentire al groviglio di pensieri di offuscare lo spazio stesso in cui si presenta. Comincia ad accettare senza riserve il momento presente.
Se non si scioglie il legame tra te e la mente, tra la consapevolezza e la mente, quando avrai la mente agitata sentirai di non riuscire e quando hai la mente calma sentirai di riuscire. Ma questa è un’illusione! Anche se la mente è agitata la consapevolezza è sempre uguale a se stessa, immutabile: è la quiete stessa.
In ogni istante hai sempre una percezione della consapevolezza, e per quanto offuscata possa sembrare, parti da qui, parti sempre da dove sei. Non porti un obiettivo diverso da quello che si presenta nel momento, se no creerai un divario. Quando senti la mente offuscata e ti sembra di non poter percepire la consapevolezza, amplia lo sguardo, accogli, diventa aperto. Diventa consapevole che qualsiasi cosa emerge è sempre nello spazio della consapevolezza. Osserva senza voler cambiare nulla.
Osservare è apertura, non fare, rilassamento.

Marco (dopo aver lavorato con l’allievo attraverso il mind clearing per dissolvere le impressioni che ostacolavano la pratica): — Cos’è rimasto?

Allievo: — Niente.

Marco: — Cosa c’è al posto di quell’oggetto mentale?

Allievo: — Mi sembra che si sia aperto uno spazio. L’oggetto tratteneva un sacco di energia e, lasciandomi andare, si è aperta una dimensione di spazio più ampio che prima non riuscivo a vedere a causa dell’oggetto, o meglio, non riuscivo a vedere perché guardavo solo quello. Io stesso mi sento più ampio. Grazie.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Uno dei maestri risponderà alle vostre lettere.
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