Alcune indicazioni ai sadhaka

Molti sadhaka sono autentici devoti, ma vivendo in un’epoca in cui la “vacca”, il dharma, ha perso tre gambe, mancano di un’educazione appropriata che consenta al fiume del loro amore di giungere a destinazione. Sono come volatili dalle ali tarpate. Il loro autentico amore, anziché trovare un alveo sicuro in cui espandersi e scorrere verso la Meta , trova un campo segnato dai crateri dell’artiglieria…

Quando il tuo padre spirituale ti contesta NON DIFENDERTI! Spiega, ma senza contrattaccare e ricambiare colpo su colpo. Se è l’ultima parola e la ragione che vuoi, avrai quelle, ma a un prezzo incommensurabilmente elevato, che è l’invalidazione della tua bhakti. Se l’accusa ingiusta non comporta rischi nella comprensione tra te è il tuo Maestro, puoi decidere di accettarla senza difenderti affatto. Chi sei risalterà presto gli occhi senza bisogno di spiegazioni.

Non salire in cattedra a dare insegnamenti al tuo insegnante; è un comportamento da epoca del ferro che non ha niente a che vedere con la spiritualità: CONTENUTEZZA!

Anzitutto non dare insegnamenti ad alcuno, quando non richiesti. Se sei in dubbio, fai dei passi cauti per accertarti che il destinatario sia davvero disponibile a riceverli. Se lo è, non sbattergli subito sulla testa le tavole dei 10 comandamenti. Dagli ciò che è disposto a ricevere. Quasi sempre non è necessario che tu esibisca la muscolatura, anzi farlo è dare corda all’ego… tranne in rare eccezioni – i mercanti nel tempio, un momento/situazione particolare dell’allievo… Sii gentile e moderato e cerca di non essere mai invalidante verso l’altro.

Non usare un linguaggio impuro. Usa un linguaggio sattvico. Quando dici “cacca” stai evocando una vritti tamasica nella mente dell’altro, oltre che nella tua; non usarlo a sproposito, come interiezione. Non cercare di usare un linguaggio sattvico con chiunque, è il miglior modo per fallire. Usalo certamente col tuo padre/madre spirituale e nelle tue relazioni spirituali in generale. Poi, gradualmente, si espanderà da solo negli altri ambiti, in armonia con la purificazione della tua Shakti.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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