Amore, gentilezza e tolleranza

Dire “amore, gentilezza e tolleranza – completi – verso tutti gli esseri” è la stessa cosa che dire “sahaja samadhi”. Nel sahaja non possiamo analizzare dove sia bhakti e dove jnana, perché sono un’unità. “Amore, gentilezza e tolleranza” è come il Sé è.

Possiamo invece capire quanto uno jnani sia profondo nel sahaja da quanto pienamente egli sperimenti amore, gentilezza e tolleranza verso tutti gli esseri. Ciò non ha a che vedere con l’avere o meno una modalità espressionistica, sì può essere silenti e ritirati, dipende dall’equilibrio dei guna nella forma mente-corpo.

Dal punto di vista dei sadhaka, di coloro che non sono ancora realizzati, essi dovrebbero comprendere di poter accelerare il loro progresso spirituale lavorando contemporaneamente sui due fronti: di Jnana, attraverso l’autoindagine, e di Bhakti, attraverso l’Aimsa, curando cioè di portare  la non-violenza – nell’azione, nella parola e nel pensiero – verso una sempre maggiore completezza.

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