Annamalai Swami

Annamalai Swami 03

Annamalai Swami

 

Istruzioni per l’Autoindagine

Sigilla le entrate e le uscite della tua mente, non reagire al sorgere di pensieri e impressioni dei sensi.
Non lasciate che nuove idee, giudizi, attrazioni, avversioni ecc. entrino nella mente, non farle prosperare e non lasciare che distraggano la tua attenzione.
Dopo aver sigillato la mente in questo modo sfida ogni pensiero che appare chiedendo: “Da dove vieni?” o “Chi è la persona che sta avendo questo pensiero?”.
Se puoi fare questo continuamente con la massima attenzione, i nuovi pensieri appariranno per poco tempo e poi scompariranno.
Se puoi sostenere l’assedio dei pensieri abbastanza a lungo, a un certo punto non sorgeranno più pensieri, o se appariranno, saranno immagini fugaci alla periferia della coscienza incapaci di distrarti.
In questo stato privo di pensiero tu COMINCERAI A PERCEPIRE TE STESSO COME COSCIENZA, e non più come mente o corpo.

NOTA DI SERGIO:
Nello zen la pratica senza pensieri è chiamata Shikantaza.
Dogenji ammoniva: “Shikantaza non è una pratica, è la realizzazione stessa!”.

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Non dare all’idea “io sono il corpo” alcuna attenzione.
Sii saldo nel Sé e non permettere alla mente di identificarsi non niente di ciò che il corpo fa.

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Se dividi la tua vita in differenti attività: io sto mangiando, io sto meditando, io sto lavorando… tu sei ancora identificato col corpo. Abbandona tutte queste idee e sostituiscile con il singolo pensiero: “IO SONO IL SÉ”.
Tieniti stretto a quest’idea e non lasciarla andare.

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Non preoccuparti se stai facendo progressi o meno.
Mantieni la tua attenzione sul Sé 24 ore al giorno.
La meditazione non è qualcosa da fare in una particolare posizione, in un particolare momento.
È una consapevolezza e un approccio/abitudine che deve persistere nel tempo.
PER ESSERE EFFICACE DEV’ESSERE CONTINUA.

NOTA DI SERGIO:
Tale continuità ottenuta inizialmente con lo sforzo si traduce infine nel sahaja samadhi, lo stato naturale ininterrotto e senza sforzo.

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Non riuscirai a raggiungere il Sé e a rimanere stabile in Esso senza prolungati continui sforzi.
Ogni qualvolta molli la pratica o ti distrai qualche tuo sforzo precedente andrà sprecato.

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Il pensiero “Io sto meditando” è dell’ego.
Nella vera meditazione tale pensiero non può sorgere.

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Se vuoi dare attenzione a una specifica area di rischio [paure, attaccamenti ecc. che rendono schiava la mente], osserva come operano i 5 sensi.
Impara a osservare come la mente reagisce alle impressioni dei sensi.
Se puoi fermale la reazione della mente alle impressioni dei sensi, allora potrai eliminare un ampio numero di tue vasana [tendenze mentali].

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I problemi mentali si nutrono dell’attenzione che dai loro.
Più ti preoccupi per loro, più loro diventano forti.
Se li ignori, perdono il loro potere e alla fine svaniscono.

 

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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