Attacco di panico

— Da quando ho inviato l’ultima e-mail ieri sera, dopo aver letto Ramana ed aver meditato un po’ mi trovo in uno strano stato di ansia e quasi di panico che in determinati momenti raggiunge dei picchi alti. È perché sto lavorando male? Può essere collegato al lavoro spirituale oppure è determinato da altri fattori, magari fisici?

— Dipende un po’ dal tuo carattere; forse sei un tipo emotivo e portato all’ansia.

Alcuni ricercatori provano questo tipo di paura, perché a livello inconscio la mente assimila la morte dell’ego alla morte del corpo, e quindi lancia segnali di allarme, che tu avverti come panico irrazionale.

In realtà non c’è niente da temere. Il corpo non muore, e anche la morte del falso io individuale richiede molto tempo, a volte vite.

Quello che potrai sperimentare è una dissoluzione dell’ego temporanea. Si tratta di samadhi che per lungo tempo sono istantanei.

Sulla morte dell’ego c’è rimarcare che in essa tu trovi la salvezza perché cessa l’identificazione col corpo – che è causa di tutte le sofferenze – e ti identifichi con l’Essere Universale; perciò diventi eterno. L’io individuale resta come funzione. Se qualcuno mi chiama Sergio, io so che si riferisce alla persona che appare che io sia.

Anch’io ricordo che al mio primo Intensivo di Illuminazione provai paura di morire. Poi quando sperimenti il primo samadhi, ne vorresti sempre di più. Dio è come le ciliegie… Perciò non ti preoccupare, ignora i segnali di allarme che vengono dalla tua mente e continua la tua pratica. Se la mente ha paura, significa che la sadhana sta andando bene!