Autoindagine versus autosuggestione

— Quando cerco di concentrarmi provo, sia in momenti di silenzio e solitudine, disteso in una comoda posizione, sia durante la vita di tutti i giorni a non pensare a nulla e di sentire l’Io dentro di me. Non ho ancora capito bene cosa sia l’Io, ma istintivamente colgo un punto vicino al cuore e mi concentro su quello in assenza di pensieri. Ieri sera, invece, questo punto si è spostato verso l’alto al livello toracico e mi compariva, di tanto in tanto l’immagine di un maestro spirituale di Cabbalah.. Secondo lei sto procedendo nel giusto modo o sono solo autosuggestioni?

— Lo scopo dell’autoindagine è rovesciare l’attenzione di 180°, dagli oggetti percepiti (inclusi quelli mentali: pensieri, emozioni ecc.), al Soggetto percipiente.

Il vero ‘Io’ è Essere + Consapevolezza, ma non sono pochi i ricercatori che hanno difficoltà a individuarlo. Io fui tra quelli. Quando pensavo a ‘io’ mi veniva sempre in mente l’immagine di Sergio, e non avevo risultati. Dopo un anno di questa frustrazione ho riportato direttamente l’attenzione direttamente sulla Coscienza è ho cominciato ad avere successo. Poi mi è stato facile di sentire anche il vero ‘Io’.

Prova in questo modo: riporta continuamente la tua attenzione alla sensazione di ESSERE. Tu ci sei, su questo non c’è dubbio. Non potresti scrivermi se non ci fossi, e non potrebbe nemmeno esistere la tua mente. Sforzati di individuare la sensazione di ESSERE e stai nell’ESSERE il più a lungo che puoi. Quando ne vieni fuori, riprova a rientrare nell’ESSERE.

È probabile che tu vada attraverso una fase di confusione. Prendila come un purificazione. Puoi mitigare questa fase se mi fai rapporti frequenti sul tuo lavoro (la pratica spirituale).

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