Autosservazione

Allievo — Ciao  Sergio. Ultimamente dormendo vi è stata una certa attività onirica. In genere mi succede quando di giorno medito formalmente seduto con una certa regolarità. È come se gli effetti della meditazione agitassero le acque torbide dell’inconscio che poi nel sonno vengono in qualche modo rielaborate. Vi sono stati sogni anche molto interessanti dal punto di vista simbolico, se si volesse procedere ad una analisi di tipo junghiano…

Durante lo svolgimento del sogno da alcuni giorni vi è però un testimone, ovvero: il sogno si svolge, può essere piacevole o meno (in genere non lo è proprio perché la meditazione smuove materiali repressi), ma non vi è più la sensazione di essere “persi” completamente  nel sogno. Non vi è neanche alcuna possibilità di interagire con il sogno o  di modificarlo, ma viene però osservato, esattamente come mi succede nello stato di veglia, in cui mi è naturale autosservarmi – escludendo alcune digressioni.

Maestro — Magnifico! La tua pratica sta procedendo molto bene e cominci a diventare consapevole del piano sottile!

È proprio dici. Grazie alla tua eccellente e costante capacità di autosservarti, anche il sogno sta diventando “osservato”, fino a che un giorno non noterai più alcun cambiamento di coscienza nel passaggio veglia e sogno.

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