un vero maestro

Un vero maestro non è ostile ai nemici. In senso assoluto sono anch’essi il Sé, e in senso relativo fanno parte del gioco Divino. Così li vede il maestro. Può ricevere dal Divino l’impulso a combatterli se compiono gravi gesta contro il Dharma, altrimenti lascia fare – non diceva forse Gesù: date a Cesare quel ch’è di Cesare? Un vero maestro dovrebbe vacillare spiritualmente di fronte all’alternarsi di periodi positivi e negativi. Nei periodi positivi persevera per il successo Continua a leggere →

fede nel guru e nell’insegnamento

— Maestro, probabilmente la purificazione sta procedendo bene. Questa notte ho sognato che ero in diade con degli sconosciuti e, improvvisamente, alcune persone hanno iniziato a parlare come se fossero indemoniati, con gli occhi che si ingrandivano ed anche io parlavo con una voce simile a quella del diavolo nel film l’esorcista. Ricordo in particolare un bambino che si trasformava come nei film horror parlando come se fosse indemoniato. Ad un certo punto, in preda al terrore ed al panico più Continua a leggere →

confusione tra amore e attaccamento

Lo sfondo immutabile cosciente – ciò che siamo veramente – dà credito alle forme e le situazioni che gli appaiono. Queste forme e situazioni in realtà hanno origine da movimenti che avvengono all’interno del soggetto stesso (lo sfondo cosciente immutabile) e si proiettano nel sogno del mondo come creazione oggettiva, esattamente come il film che nasce da piccoli fotogrammi all’interno del proiettore appare come una storia viva quando si proietta sullo schermo. Il soggetto quindi, per comprendere Continua a leggere →

quattro livelli di liberati

Se ritenessimo che non appena varcate le porte di manonasa ogni liberato fosse ugualmente perfetto, ciò vorrebbe dire che un secondo dopo la liberazione sarebbe sostanzialmente uguale a Buddha, Gesù e gli altri grandi Avatara che la terra ha conosciuto. È evidente che non è così. Le scritture classificano 4 livelli di liberati: il Brahmavidvarishta, il Brahmavid-Vareeyaan, il Brahmavidvara e il Brahmavid. Di questi solo il Brahmavidvarishta è un Maestro Perfetto. Egli ha estinto ogni Continua a leggere →

la purezza dell’insegnamento

Ho avuto con un aspirante un colloquio telefonico che voglio condividere con voi. Anzitutto quando io dico ‘stato stabile’ mi riferisco alla fase in cui l’aspirante può entrare nel samadhi a volontà. C’è ancora un ego, anche se molto sottile, e spesso l’aspirante crede di esser già liberato, mentre non ha ancora passato manonasa (la definitiva dissoluzione dell’ego senza possibilità che si riformi). Abbiamo poi parlato dell’integrazione delle impressioni. Nella fase nirvikalpa, Continua a leggere →

soltanto un intralcio

La persona è soltanto un intralcio, perché si sente ferita e risponde reattivamente.

Chi siamo invece non può chiudere il cuore verso nessuno, neanche il peggior nemico, ed è pronto ad attendere l’eternità per la ricongiunzione.

Tuttavia da tale posizione illuminata si vede anche qual è l’ordine giusto delle cose nella dualità.

illuminazione e dharma – 3

Nell’I Ching c’è un esagramma: ‘Il Pozzo’. L’acqua pura del pozzo è la Vera Natura, che hanno tutti, anche Hitler. L’esagramma infatti non sentenzia in automatico ‘salute’, perché la salute – la Grazia – dipende dalla capacità di tirar fuori l’acqua dal pozzo. Se l’acqua rimane nascosta nel pozzo non c’è nessuna Grazia. Questa Grazia, che sia ricerca della Verità (sadhana, cercare di capire come portare l’acqua fuori dal pozzo), trasmissione diretta del Silenzio, Continua a leggere →

ancora su illuminazione e dharma

Come Sri Yukteswar insegna al giovane Yogananda (Mukunda) a non trascurare il Dharma Il Furto del Cavolfiore da ‘Autobiografia di uno Yogi’ di Paramahansa Yogananda Ananda Edizioni «Maestro, un dono per voi! Questi sei enormi cavolfiori li ho piantati con le mie mani; ne ho seguito la crescita con la tenera sollecitudine con cui una madre accudisce il proprio figlio». Presentai il cesto di ortaggi con un ampio gesto cerimonioso. «Grazie!». Sri Yukteswar mi rivolse un caldo sorriso Continua a leggere →

hishiryo, il non-pensiero

La parola giapponese shiryo (accento sulla ‘o’) vuol dire ‘pensiero’, il suffisso hi funziona come alfa privativo, perciò hishiryo vuol dire non-pensiero o non-pensare. L’illuminazione è molto facile; ecco come la spiegano i testi zen: la vuota illuminazione illumina se stessa non vi è bisogno del benché minimo sforzo mentale è la realtà del non-pensare (hishiryo) una realtà oltre l’inquietudine del ragionamento e delle emozioni. Come e si raggiunge hishiryo? Attingiamo Continua a leggere →

sul vuoto e l’energia luminosa

La coscienza di Shiva – il silenzio, il vuoto – si manifesta solo quando ci si apre completamente a Shakti: i movimenti dell’energia luminosa. Se il Silenzio è ancora frutto di uno sforzo di concentrazione, sarà necessariamente duale, e non avrete la percezione di un ‘silenzio vivo’. Ma se il silenzio appare spontaneamente in qualche modo, allora l’aspirante dovrebbe poggiarvisi e lasciare che sia penetrato dalla consapevolezza. Il flauto di Krishna indica che la sessualità non Continua a leggere →