i 5 aggregati

Ho letto un post sui 5 aggregati del buddhismo. L’autore è parecchio critico verso gli altri sistemi. Quello che non sa o non comprende è che il sahaja samadhi è completamente fuori dai 5 aggregati. Non è uno stato temporaneo. Sri Ramana ha sempre detto che dopo la realizzazione avuta a 16 anni non è mai cambiato; i cambiamenti apparivano all’osservatore esterno che lo identificava con la forma. Nisargadatta insegna l’autoindagine in maniera simile all’impianto buddhista, con un assoluto Continua a leggere →

se sediamo così

Teniamo la mente fluida ma non dispersa; nessun pensiero passa inosservato, ma l’attenzione non è fissata: è lo stato naturale della mente, libera e chiara. Se quando pratichiamo in Diade o nello Zazen sediamo così – completamente, senza escludere niente, e profondamente, senza lasciare nulla di nascosto alla consapevolezza – la pratica non è più solo un mezzo per un fine, ma il fine stesso. Portando questo atteggiamento nella quotidianità, questo stesso diventa la pratica effettiva Continua a leggere →

la visione di base

Coltivando la visione dualistica la nostra interpretazione della vita che ne siamo consapevoli o meno non può che essere un percorso che termina in una sconfitta inesorabile In questa visione ad ogni traguardo raggiunto segue una sconfitta fino alla sconfitta finale Nutrire pensieri di fallimento o all’opposto consolatori posticipa solamente il confronto diretto con la nostra visione di base Se sentiamo sinceramente ovvero senza speculazione la domanda delle domande: “Perché Continua a leggere →

la pratica del sogno lucido

Marco ha tenuto un seminario sullo Yoga del Sogno e del Sonno. Ecco il report di una partecipante dopo solo 3 giorni di pratica: “Mi sono addormentata dicendo a me stessa: ricorda che è un sogno. Ho fatto un sogno lucido, era un po’ confuso ma è stato comunque bellissimo. Ero a casa mia, ma questa era un po’ diversa, c’era mia madre e un’altra persona che non ricordo bene chi fosse; mia madre mi ricordava che avremmo dovuto fare una qualche commissione, dovevamo uscire, ma io Continua a leggere →

i sensi umani annichiliscono di fronte alla potenza dell’unità

Ciao Marco. Ho fatto passare un giorno dal tuo messaggio per far depositare la mia emotività e risponderti con più chiarezza. Le tue risposte sono state Perfette perché mi hanno fatto comprendere cose davvero importanti. Oggi ho percepito come il tutto combacia esattamente con se stesso, tutto è ‘abbandonato’ meravigliosamente a se stesso in perfetta armonia e pace. Ho percepito l’Unità e mi è sembrato di assaporare una goccia di eternità. Essere Unità, sentire unità, vedere Continua a leggere →

uno stato senza alcuno stato è fantastico

Ciao Marco. Mi sono ricordata/o dell'esperienza forse più importante che ho fatto ultimamente. È la percezione di uno stato in cui nemmeno la parola "unità" può nascere perché “lì” nulla è diviso da alcunché; nemmeno la parola “amore” può nascere, perché non c’è un io e un qualcos’altro da amare, non c’è la minima traccia di emozione. Sono stata lì anche come persona naturalmente, e mentre una parte di me sembrava facente totalmente parte di quello stato, ad un Continua a leggere →

in realtà cerca solo riposo

Questo pensiero che fugge       e fugge in realtà cerca solo riposo. È uscito dalla Dimora del niente e si è perso. Ora che sei cosciente qualunque cosa tu faccia è nella direzione giusta. Perché cerchi, e vuoi e che tu lo sappia o meno in tutto ciò che cerchi vuoi solo la Dimora. Marco Mineo ❖ ❖ ❖ Commento di Sergio: “Prima di assumere questa forma eri privo di forma; la forma è venuta spontaneamente e quando la forma è venuta c’è stata la brama Continua a leggere →

ultimamente osservo la mente e sento che non mi rappresenta

Allieva: — Ciao Marco. È autunno, questo ciclo ricomincia, ed io non ho proprio voglia di entrare nel movimento della vita. Da un lato sono stufa di fare, e dall’altro sono incapace di intraprendere il fare. Marco: — Visualizza te stessa che è stufa di fare, o che ostacola il fare. Rievoca “essere stufa di fare”. A cosa sta resistendo questa immagine di te? Prendi consapevolezza di cosa non vuoi, senza analizzare, lascia solo emergere. Se ti fermi ad analizzare blocchi il processo. Poi Continua a leggere →

il sottile confine tra spinta al cambiamento e resistenza

Il confine tra spingere per un cambiamento e resistere alla situazione che si sta vivendo è sottile. Il modo migliore è coltivare l’intenzione al cambiamento ma senza opporre alcuna resistenza alla situazione che si sta presentando.

Marco Mineo

COMMENTO DI SERGIO:

Per raggiungere un tale livello di abbandono bisogna essere realizzati nel Sé. E difatti è questo il caso.