Per i ricercatori che già conoscono il Sé

Dovete sforzarvi a vedere che tutto è il Sé: il bello, il brutto, cose giuste, cose sbagliate, azione, inazione, tristezza, gioia, entusiasmo, depressione… Dovete vedere che TUTTO È IL SÉ!

Ricordate che il Sé possiede sempre entrambi gli aspetti di “immanenza” (essere in tutte le cose) e di “trascendenza” (essere oltre ogni cosa).

Diverrete equanimi e l’attenzione, non avendo interesse a notare alcunché poiché è indifferente alle cose, naturalmente si rovescerà all’indietro nel Sé.

Cominciate a godere di una beatitudine che è intrinseca al Sé (non è un’esperienza o uno stato) e che è oltre qualsiasi stato e situazione contingente.

Un Silenzio che diventa sempre più grande si stabilisce dentro di voi – poiché è tutto il Sé, tutto dello stesso “colore”, di che cosa dovrebbe discutere la mente?

Gradualmente finirete per non notare nemmeno le cose.

Grande abbandono.

Scompare il senso dell’io e di essere l’agente – colui che agisce, decide, determina. Se fate qualcosa sentirete che è Madre Coscienza (l’aspetto manifesta del Sé, la sostanza di tutta la manifestazione) ad averla fatta, e spesso contemplerete com’essa opera: come aiuta un vostro allievo, come vi fa essere lì al momento giusto, o invece decide che non dovete far niente…

La maggior parte dei sadhaka che non ha una buona guida si ferma a questo punto. Essi attraverso la pratica raggiundono il samadhi, l’esperienza del Sé, la beatitudine, si rendono conto che il mondo è illusorio… E tutto questo li porta sempre più a rifuggire il coinvolgimento col mondo e a desiderare di rimanere il più possibile in contemplazione per cercare di stabilizzare la trascendenza del Sé.

Purtroppo ottengono l’esatto opposto! Perché tale dinamica li imprigiona in una dualità che li tiene ben lontani dallo stabilizzare la loro realizzazione. D’altra parte i suggerimenti di buon senso, tipo: per essere completi bisogna accettare anche la vita, l’aspetto umano, ecc… non hanno alcun senso. Il ricercatore giustamente pensa: “Ho fatto tutti questi sforzi per trascendere il mondo e la condizione umana e adesso mi dite che devo tornare a considerarli?”.

Infatti non sono la vita e la condizione umana ad essere riqualificati, attraverso qualche bizzarro esame di riparazione, da illusione a entità reali… È il Sé che si espande!  TUTTO DIVENTA IL SÉ!

Se volete stabilizzare la vostra realizzazione, dovete sforzarvi a vedere il Sé in ogni cosa!

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Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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