chi muore mentre è in vita, non muore quando muore

— Quel Vuoto arido, angosciante e doloroso è una tappa tipica di chi sta per realizzarsi.
Non devi far niente! Devi solo continuare a stare lì fin quando lui, il Vuoto, si rivelerà come il Sé splendente pieno d’amore beatitudine e libertà.
Non aggiungo altro. Tienimi aggiornato.

— Rispetto al Vuoto, quando si manifesta non ho nessuna voglia di fare niente, quindi non c’è problema. Stare nella vita di tutti i giorni cercando di non distruggerla, quello mi dà più problemi, perché so che ‘cercare di non distruggerla’ è il contrario dell’abbandono.

— Siamo di nuovo lì. Non hai compreso l’abbandono, per questo ti riesce difficile…

Abbandono è AMORE!

Un passo di Lucille. Qui si riferisce all’odio, ma espone bene cos’è l’abbandono, e vale lo stesso per il Vuoto:
“Quando amiamo il nostro odio, smettiamo di odiare. L’amore vince sempre! Amare l’odio vuol dire accoglierlo; ciò non significa seguire ciò che l’odio ci suggerisce, significa solo che non dobbiamo sopprimere questo sentimento. Quando amiamo l’odio ci situiamo al di fuori del processo dell’odiare, e allora l’amore ha inizio”.

Il Vuoto arido è una tappa tipica che precede la realizzazione.

Che cos’è questo Vuoto arido?

L’aridità è data da tutte le tue paure inconsce di precipitare nell’ignoto, e cioè dall’attaccamento ai figli, agli affetti… dalla paura di perdere questi riferimenti. Dobbiamo fare questo passo prima o poi, sei d’accordo?

È appropriato definire questa paura: PAURA DELLA MORTE – della persona e di quel che ‘possiede’. infatti è quel che succede quando il corpo muore. Ma le scritture dicono: “Chi muore mentre è in vita, non muore quando muore”. Felice di sapere che stai morendo! Se posso aiutarti in qualche modo… 😀

Che fare allora con questo Vuoto arido e indesiderabile?
DEVI AMARLO!!!

Accoglierlo completamente, fonderti con lui. Emergeranno paure, resistenze, avversioni… Osservale e continua. Se vuoi puoi usare un po’ la tecnica dell’Intensivo di Illuminazione: “Vivi direttamente il Vuoto”. Ma non troppo, è preferibile un avvicinamento dolce, per non coinvolgere troppo la volontà personale che riabiliterebbe l’ego.

L’esperienza di tutti quelli che si sono realizzati è che, alla fine, questo Vuoto arido, dopo averti liberato dalle catene dei tuoi attaccamenti, perde la sua aridità e si RIVELA come Sé, e ti ricompensa gradualmente di ogni GRAZIA.

AMALO! AMALO! AMALO!

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Uno dei maestri risponderà alle vostre lettere.
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