comincio a meditare mi addormento

Ciao Marco.
Ho più tempo da dedicare alle mie ricerche. Beh, come comincio a meditare mi addormento, mi basta pensare di meditare che già mi si chiudono gli occhi, ma velocemente e profondamente. Poi di notte mi sveglio e per riaddormentarmi mi basta pensare di cominciare a meditare.
Ho come una narcolessia da meditazione. Mi sento scivolare nel sonno, non è come spegnersi, è più come entrare in un nulla dove non percepisco più niente.
Non voglio giudicare, pertanto accetto questa situazione.

Marco Mineo:
Bene, stai cominciando a portare la meditazione nel piano causale del sonno – ti ricordo la tripartizione classica tra lo stato di veglia e il corpo grossolano, lo stato di sogno e il corpo sottile, e lo stato di sonno e il corpo causale fatto di ‘ignoranza’ o oscurità: inconsapevolezza relativa. È normale addormentarsi quando si comincia a meditare. È dovuta alla tanta stanchezza accumulata… nell’identificazione. Poiché si è abituati al riposo solo nel sonno allora è facile che meditando si cada nel sonno.
Tu dici: “Mi sento scivolare nel sonno, non è come spegnersi, è più come entrare in un nulla dove non percepisco più niente”.
Questo vissuto, se visto alla luce della comprensione, può darti una chiave. Il fatto che l’esperienza sorga da una coltre di buio qual è il sonno per come lo immaginiamo, può consolidare la credenza che lo stato basilare sia l’inconsapevolezza, e che quindi la consapevolezza (cioè noi!) non sia continua ed eterna: come dire che il sole sparisce di notte solo perché non lo vediamo. In realtà è la mente a sparire, non tu. Il fatto che dici “non voglio giudicare, pertanto accetto questa situazione” significa che dai al ‘non percepire più niente’ una connotazione negativa poiché credi all’immagine che la mente ha del sonno… Ma che immagine può averne, se nel sonno la mente non c’è?? Blank!
In realtà ‘non percepire più niente’ significa proprio pura autoconsapevolezza.
Il punto è questo: o comprendi di essere eterno o sei costretto ad identificarti con la persona.
L’alternarsi stesso di sonno e veglia può indicarti il fatto che la realtà non è né il mondo né l’inconsapevolezza.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
Questa voce è stata pubblicata in Dialoghi dal Sangha, Marco Mineo e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.