concentrati solo su questi due punti

— Durante la meditazione chiudo gli occhi, e pongo l’attenzione alla presenza mai nata (per il momento è la definizione che più mi avvicina al senso di essere).

— Va bene perché come dici la tua percezione della Presenza Sempre Presente è ancora limitata.

Puoi anche definirla ‘mai nata’ ma è un’estrapolazione dell’intelletto, non ancora una tua conoscenza/esperienza diretta. Perciò io suggerirei di attenerci a ciò che effettivamente esperiamo:

  1. Hai notato che c’è una Presenza Sempre Presente.
  2. Il primo passo e portarvi l’attenzione, ed è quello che stai facendo.
  3. Il secondo passo è di immergerti in quella Presenza Sempre Presente.

È il terzo passo che ti porta alla conoscenza diretta, mi comprendi?

— In questi ultimi giorni cerco di espandere questa sensazione ancora limitata. Ho iniziato a percepire i suoni ed inglobarli, cerco di sentire che avvengono dentro la coscienza e che questa è senza limiti, a distanza zero come dice Francis, faccio bene?

— Tu fai un’operazione tipica di tutti gli aspiranti che non hanno ancora avuto un’esperienza diretta chiara. Poiché la mente conosce attraverso il ragionamento e le inferenze, cerchi involontariamente di conoscere direttamente attraverso l’intelletto. Ma sapere tutto sulla fragola, non ti dà l’esperienza della fragola. La mente può ispirarti, la giusta comprensione intellettuale può aprirti, ma L’ESPERIENZA DIRETTA TI VIENE ATTRAVERSO IL ‘DIMORARE’: LO STARE-IMMERGERTI-FONDERTI CON LA PRESENZA SEMPRE PRESENTE.

Sii fiducioso, avverrà! Così come a un certo punto hai imparato ad andare in bicicletta, e come ciò è avvenuto, è diventata subito la cosa più facile di questo mondo.

Tu devi solo pensare a ‘DIMORARE’ dopo che la Presenza Sempre Presente è diventata facilmente individuabile e accessibile. Se non lo è ancora, allora la tua sadhana è continuare a portare l’attenzione sulla Presenza Sempre Presente finché non diviene una percezione facilmente raggiungibile e stabile.

— Ad occhi aperti durante il giorno è un po’ diverso. Il senso di dualità si fa subito avanti, l’attenzione va verso l’esterno, il piccolo io si maschera velocemente e prende il posto del vero IO. Ad un certo punto me ne accorgo perché il piccolo io chiacchiera continuamente, vuole avere ragione, non gli piace questo o quello, il vero IO è sempre in silenzio. Se mi sono identificato a lungo con il piccolo io faccio fatica a tornare verso la sorgente. Mi aiuta questa frase che ho letto sul libro di Francis: “La vera esperienza di noi stessi è che non siamo nulla che possa essere oggettivo”.
Quindi cerco di dirmi: ok qualsiasi cosa osservo non posso essere io, qualche volta mi aiuta altre no. Se non funziona lascio che il piccolo io continui la sceneggiata, prima o poi ogni spettacolo finisce… sperando che non sia un opera in 4 atti 😀 Posso fare qualcos’altro?

— Correttissima la tua comprensione che l’ego chiacchiera e il vero IO è sempre in silenzio. Ho appena postato qualcosa su questo. Congratulazioni!!!

In questa fase, durante il giorno, fuori dalla meditazione formale, devi portare a intervalli ripetuti l’attenzione sulla Presenza Sempre Presente in modo da renderla familiare e facilmente raggiungibile. Non preoccuparti d’altro.

Tutto il tuo sforzo in questa fase si concentra su 2 punti:

  1. rendere accessibile e stabile la percezione della Presenza Sempre Presente,
  2. e dimorare nella Presenza Sempre Presente.

Queste sono le cose che ti porteranno all’esperienza diretta. Concentrati su questi 2 passi: prima rendi stabile il primo passo, e quando è abbastanza stabile dispiega il dimorare.

— Ultima domanda: per la difficoltà che incontriamo nel mantenere l’attenzione sul vero IO vale lo stesso discorso di cui parlavi in un recente post sul terzo occhio? Ovvero, non riusciamo a fronteggiare tale purezza per cui ci rifugiamo nei pensieri o false identificazioni?

— No. È come imparare ad andare in bici: non sei abituato a farlo.

Non distrarti in molte cose. Concentrati sulla Presenza Sempre Presente! Perché ora mi parli dell’IO? Eventualmente leggi di meno. Devi concentrarti su quei 2 passi:

  1. rendi accessibile e relativamente stabile la percezione della Presenza Sempre Presente;
  2. quando la senti un po’ stabile, allora immergiti in essa, il meglio che puoi, il più che puoi. Stai lì! Apriti e fonditi. Quando senti che l’immersione è avvenuta e che stai riaffiorando, osserva cosa è avvenuto. È avvenuto qualcosa?…

Questo è quello che devi fare: questi 2 passi. Non pensare ad altro, se necessario getta i libri in mare, non leggere i miei post: concentrati su quei 2 passi.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Uno dei maestri risponderà alle vostre lettere.
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