CHE COS’È LA LIBERAZIONE

secondo gli insegnamenti di Sri Ramana Maharshi

Come posso sapere se ho completato la ricerca spirituale?

di Michael Langford

Nell’insegnamento di Sri Ramana Maharshi la Liberazione è chiamata Sahaja Samadhi [sahaja vuol dire “naturale]”, tuttavia chi ha sperimentato Kevala Samadhi [kavala vuol dire “semplice, puro, assoluto, non composto, non mescolato”] è spesso tratto in inganno dal credere di aver ormai raggiunto la liberazione.

In “Discorsi con Sri Ramana Maharshi”, Sri Ramana descrive chiaramente la differenza tra kevala samadhi e sahaja samadhi nel discorso n. 187:

L’interlocutore chiede:

“Ritengo che il corpo fisico di un uomo immerso nel samadhi per la contemplazione ininterrotta del Sé diventi immobile per la stessa ragione. Può essere in uno stato di attività o di inattività; la mente concentrata nella contemplazione non sarà influenzata dal corpo e dall’agitazione dei sensi. Una distrazione della mente non sempre presagisce un’attività fisica.

“Un’altra persona sostiene invece che l’agitazione fisica impedisce di certo il nirvikalpa samadhi o contemplazione ininterrotta, qual è la vostra opinione? Voi siete la prova vivente della mia tesi”.

Sri Ramana risponde:

“Entrambi avete ragione, voi vi riferite al sahaja nirvikalpa, l’altra persona al kevala nirvikalpa.

“Nel kevala la mente resta immersa nella luce del (mentre normalmente, nel sonno profondo, resta immersa nell’oscurità dell’ignoranza). Il soggetto ha ancora facoltà di discriminare; discrimina l’una cosa dall’altra: il samadhi, l’emergere dal samadhi e le attività che seguono a tale emersione, cioè: l’agitazione del corpo, della vista, dell’energia vitale e della mente. La percezione degli oggetti e delle attività sono tutti ostacoli per il ricercatore.

“Nel sahaja samadhi invece la mente si è dissolta nel Sé ed è svanita. Le differenza e gli ostacoli sopramenzionati non esistono in questo stato. Le attività di un tale essere sono paragonabili a quelle di un bambino semiaddormentato che si nutre al seno senza averne coscienza; tali attività sono percepibili da un osservatore esterno, ma non dal soggetto stesso.

“Come il cocchiere addormento seduto alla guida della sua carrozza non si rende conto del movimento del veicolo perché la sua mente è immersa nell’incoscienza, così il sahaja jnani (saggio liberato) rimane inconsapevole delle attività del proprio corpo perché la sua mente è morta, dissolta nell’Estasi della Consapevolezza (Sé) – Chit Ananda.

Sonno-Kevale-Sahaja

Dalle parole di Sri Ramana possiamo vedere che il saggio liberato non è consapevole degli oggetti, del mondo, del corpo, dell’universo, dell’attività, del camminare, del parlare ecc.

Ma un osservatore esterno, ancora guidato dall’illusione dell’ego, immagina un saggio con un corpo che cammina, parla ecc.

Chi ha sperimentato kevala ritorna all’esperienza della percezione di un mondo, di un corpo ecc. in quanto la sua mente-ego, che crea tali illusorie percezioni, non è morta. In più, ho notato che queste persone credono spesso di essere liberate e cominciano a insegnare.

Ciò è infausto, perché secondo Sri Ramana soltanto un saggio liberato può offrire una vera guida, gli altri sono nient’altro che ciechi che guidano altri ciechi. È molto raro che una coscienza umana raggiunga il punto in cui desidera veramente la fine dell’ego.

Quasi tutti i ricercatori studenti spirituali desiderano che l’ego sopravviva, mentre fanno finta di desiderare che l’ego muoia. Questi falsi allievi cercano falsi insegnanti e insieme, allievi e insegnanti, giocano a recitare tale finzione. Ma né lo studente né l’insegnante compiono reali progressi verso la fine dell’illusione dell’ego. Ciò è vero per quasi tutti gli insegnanti e gli allievi di quasi tutte le vie spirituali, incluso quegli insegnanti che rivendicano un qualche collegamento con Sri Ramana Maharshi e Sri Nisargadatta Maharaj.

Un affascinante testimonianza della differenza tra kevala e sahaja è descritta nel libro “Non sono la mente. Io sono il Sé – Vita e insegnamenti di Sri Lakshmana Swami e Mathru Sri Sarada” a cura di David Godman. Nel capitolo 16, “La realizzazione del Sé”, Sarada, l’allieva di Sri Lakshmana, ottiene la realizzazione. Sri Lakshmana aveva un registratore  e documenta, forse è la prima volta nella storia, le parole di Sarada mentre sperimenta prima il kevala samadhi e poi la fine dello sperimentatore e dell’esperienza: il sahaja samadhi.

Quando la mente di Sarada si immerse nel Sé (kevala) ella pensò di essere liberata e lo dice. Ma Lakshmana sapeva che la sua mente non era ancora morta e continuò a guidarla verso la totale estinzione dell’ego-mente. L’ego fece alcuni tentativi dell’ultimo momento per sfuggire alla propria fine, ma infine morì.

Quello che segue è il verso 40 dei “40 Versi sulla Realtà” di Sri Ramana Maharshi [Pubblicato in italiano col fantasioso titolo: “Quaranta Versi sull’Esistenza”]: “Se chiedete: ‘Quali di queste tre è la liberazione finale: con forma, senza forma, e con o senza forma?’ Io dico che la liberazione è l’estinzione dell’ego che chiede: ‘con forma, senza forma, o con o senza forma?’”.

Secondo gli insegnamenti di Sri Ramana Maharshi:

  • La liberazione è l’estinzione dell’ego.
  • La liberazione è l’estinzione dell’ego che interroga.
  • La liberazione è l’estinzione dell’ego che si domanda se l’esperienza che ha avuto è la liberazione o no.
  • La liberazione è l’estinzione dell’ego che immagina che il Sé abbia parti, qualità, aspetti e forma.
  • La liberazione è la fine dell’ego che sperimenta.
  • La liberazione è la fine dell’esperienza.
  • La liberazione è la fine dello sperimentatore (chi sperimenta).

Sri Ramana Maharshi dice che molti cadono preda di un falso senso di liberazione e soltanto pochi riescono a raggiungere sicuri la meta, come illustra il seguente dialogo tratto da “Sii ciò che sei – Sri Ramana Maharshi e il suo insegnamento” curato da David Godman, seconda parte, “Indagine e Abbandono”, pag. 77.

Domanda:

“Quando sono impegnato nell’interrogarmi riguardo alla sorgente da cui scaturisce l’«io», arrivo a uno stadio di quiete mentale oltre al quale sono incapace di procedere. Non ho alcun genere di pensieri e c’è un vuoto. Una luce leggera mi pervade e io mi sento senza corpo. Non ho né cognizione né visione di corpo e forma. L’esperienza dura circa mezz’ora ed è piacevole.

“Sarebbe corretto concludere che tutto ciò che è necessario per ottenere l’eterna felicità, cioè eterna libertà o salvezza o comunque la si voglia chiamare, sia continuare la pratica finché questa esperienza possa essere mantenuta per ora, giorni e mesi continuativamente?”.

Sri Ramana:

“Questa esperienza non è la salvezza. Tale condizione si chiama manolaya o quiete temporanea del pensiero. Manolaya significa concentrazione, che arresta temporaneamente i movimenti del pensiero. Non appena cessa questa concentrazione i pensieri, vecchi e nuovi, irrompono come di solito, e anche se questo acquietamento della mente durasse un migliaio d’anni, non condurrebbe mai alla totale distruzione del pensiero, che è ciò che viene chiamato liberazione da nascita e morte.

“Il praticante deve perciò essere sempre vigile e indagare dentro di se chi ha questa esperienza? Chi sta sperimentando questa piacevolezza? Senza questa indagine egli entrerà in una lunga trance, o sonno profondo (yoga nidra).

“A causa della mancanza di una guida appropriata in questo stadio della pratica spirituale, molti si sono illusi e sono caduti preda di un falso senso di liberazione, e soltanto pochi sono riusciti a raggiungere la meta finale”.

Mi chiedo quante di queste persone cadute preda di un falso senso di liberazione inizino a insegnare, creando così vie spirituali che non sono altro che distorsioni e distrazioni, come Lao Tzu dice nel Hua Hu Ching: “Non tutte le vie spirituali conducono all’Armoniosa Unità. Invece la maggior parte sono distorsioni e distrazioni, niente di più”.

Oppure creano delle vie che sono labirinti di confusione, come Sri Ramana Maharshi sottolinea:

“Si dice che l’intricato labirinto delle filosofie delle differenti scuole chiarifichi le cose e riveli la Verità. In vero esser creano confusione proprio là dove non ci sarebbe bisogno che ce ne fosse. Perché creare un confusione per poi spiegarla? Ah, fortunato l’uomo che non si coinvolge in questi labirinti!” [“Discorsi con Sri Ramana Maharshi”, n. 392].

Riguardo agli insegnanti delle sacre scritture Sri Ramana Maharshi scrive:

“Solo da chi ha liberato se stesso può aiutare altri a liberarsi. La guida di chi non è liberato è come quella di un cieco che guida altri ciechi”.

Qual è la fine della ricerca spirituale e chi si è liberato secondo Sri Ramana Maharshi?

Secondo Sri Ramana Maharshi la fine della ricerca spirituale è la fine dell’illusione dell’ego. Soltanto la morte dell’ego, senza più possibilità del suo ritorno, può essere chiamata Liberazione.

Cosa significa la fine dell’illusione dell’ego e com’è questa esperienza Secondo Sri Ramana Maharshi?

La percezione di un saggio liberato che cammina, mangia, parla ecc. è creata dalla stato di chi lo percepisce ed è ancora sotto l’illusione dell’ego? Oppure questo saggio liberato percepisce egli stesso di camminare, mangiare, parlare ecc.?

Secondo Sri Ramana Maharshi e Sri Nisargadatta Maharaj la percezione di un saggio liberato che cammina, mangia, parla ecc. è dovuta allo stato di coscienza illusorio di chi dall’esterno ha tale percezione.

Una volta qualcuno ebbe da ridire con Sri Nisargadatta sul fatto che egli fumasse. Sri Nisargadatta disse “Se segui la traccia del tuo pensiero vedrai che è la tua idea ‘io sono il corpo’ che causa la tua idea ‘io ti vedo fumare’”.

Sri Ramana Maharshi ha ribadito migliaia di volte l’importanza di liberarsi dall’idea “io sono il corpo”, ma l’umana tendenza a identificarsi col corpo è così forte che non importa quante volte il saggio sottolineò l’importanza di liberarsi dell’idea “io sono il corpo”, la coscienza umana ancora si identifica col corpo e in più immagina che il saggio ne abbia uno.

Sri Ramana Maharshi ha detto che il Sé non è consapevole del corpo.

Sri Ramana Maharshi ha detto che quando l’ego-io nasce, nasce anche il mondo e Dio. Quando l’ego-io scompare, scompare anche il mondo e Dio.

Nel libro “Chi sono io?”, che era il libro che Sri Ramana consigliava più spesso, l’intervistatore domanda: “Quando si raggiunge la realizzazione del Sé?”.

Sri Ramana risponde: “Quando il mondo – che è ciò che si vede – è stato rimosso, allora c’è la realizzazione del Sé che è il colui che vede.

L’interlocutore replica: “Non c’è realizzazione del Sé fin quando c’è il mondo?

Sri Ramana risponde: “Non c’è”.

Secondo Sri Ramana tutti i mondi, tutti gli universi, tutti gli esseri ecc. sono un’illusione prodotta dall’illusione dell’ego.

Il Sé, secondo Sri Ramana, è semplicemente Infinita Consapevolezza Vuota in cui non c’è nessun mondo, universi, esseri ecc. e anche nessuna percezione di mondi, universi, esseri, corpi, ecc.

Tuttavia questo è troppo terrificante per quasi tutte le coscienze umane. In più all’ego non piace l’idea che la percezione del mondo che egli ha creato venga meno. Perciò quasi nessuna coscienza umana è stata mai disponibile a ricevere l’insegnamento di Sri Ramana Maharshi.

Perciò Sri Ramana Maharshi ha offerto molti altri insegnamenti e percorsi spirituali per le persone che non possono accettare l’idea che non esista nessun mondo, nessun essere ecc., e questi altri insegnamenti [meno profondi] includono l’esistenza del mondo, degli esseri ecc.

La domanda che può emergere è: cosa percepiamo quando vediamo un corpo chiamato Sri Ramana Maharshi che parla, cammina, mangia ecc.?

Sri Ramana Maharshi ha detto che il saggio e gli insegnamenti del saggio sono un cibo di sogno per soddisfare una fame di sogno.

Sri Ramana dice che quando uno sogna di essere affamato, soltanto un cibo di sogno può soddisfare la sua fame di sogno.

Sri Ramana disse che il guru è come un leone che ti appare in sogno per svegliarti.

Un uomo chiese a Sri Nisargadatta Maharaj: “Anche il saggio è un sogno?” e Sri Nisargadatta rispose: “Sì, ma il saggio è il sogno che può svegliarti”.

Quello che quasi tutti fanno è ignorare questi insegnamenti di Sri Ramana, e scegliere altri insegnamenti di Sri Ramana che sentono più comodi per loro e che piacciono di più all’ego.

Secondo gli insegnamenti di Sri Ramana, il Sé non ha mai avuto la percezione di un ego, di un mondo, di un universo, di un saggio e mai avrà tali percezioni.

Da dove sorgono tali percezioni? Secondo gli insegnamenti di Sri Ramana esse non sorgono, né sono mai esistite.

Come posso sapere se l’ego è veramente morto o no?

Il grande test è: se c’è ancora la percezione di un mondo, di un corpo, di un universo, allora l’illusione dell’ego non è finita.

Nel Sé, secondo gli insegnamenti di Sri Ramana, non ci sono neanche pensieri.

Sri Ramana Maharshi riconobbe che il termine Realizzazione del Sé era inadatto, ma venne usato per mancanza di termini più adeguati.

Ciò di cui possiamo parlare è della fine dell’illusione del percepire.

Ma parlare di Realizzazione del Sé è piuttosto ridicolo.

Il Sé, secondo gli insegnamenti di Sri Ramana, resta lo stesso, sempre immutato. Non esiste in verità qualcosa che possa essere chiamata “Realizzazione del Sé”. C’è solo il Sé, che rimane immutato.

Comunque, c’è una fine per l’illusione del percepire.

Che è anche la fine della percezione di un mondo, di un corpo ecc.

Cosa rimane è la Realtà.

Consapevolezza Vuota Senza Forma e Senza Limiti.

Essa non ha nome.

Nell’illusione è chiamata con molti nomi, uno di essi è: il Sé.

Riguardo ai saggi come Sri Ramana Maharshi:

Nel Sé non c’è nessun nome chiamato “Sri Ramana”.

Nel Sé non c’è nessun corpo chiamato “Sri Ramana”.

Nel Sé nessun parola è stata detta né mai sarà pronunciata.

Nel Sé nessun corpo è mai stato percepito né mai sarà percepito.

Nel Sé nessun essere è mai stato percepito né mai lo sarà.

Nel Sé nessun universo è mai stato percepito né mai lo sarà.

L’apparenza di un mondo, di un corpo, di un universo, di una parola, di un pensiero, di un saggio, è un’illusione inesistente che non è mai avvenuta, né mai avverrà.

Per la maggior parte delle persone tutto questo è troppo difficile da capire, o troppo terrificante, troppo allucinante, troppo differente da ciò che ci dice la normale percezione della coscienza umana; perciò le persone ignorano questi insegnamenti.

Sri Ramana Maharshi era solito descrivere il Sé come sonno con Consapevolezza.

Sri Ramana Maharshi spesso parla dello stato di sonno profondo senza sogni e dice che il Sé è come il sonno profondo senza sogni con consapevolezza.

Nel sonno profondo senza sogni non c’è nessuna percezione di un mondo, di un universo, di un corpo e di esseri.

Le persone dicono che non possono concepire uno stato senza il mondo, senza l’universo, i corpi, gli esseri ecc.; eppure sperimentano questo stato tutte le notti quando entrano nel sonno profondo senza sogni.

Sri Ramana dice che il Sé è come un sonno profondo senza sogni con consapevolezza.

L’ego non è consapevole della consapevolezza nel sonno profondo senza sogni.

Prendete questo stesso stato di sonno profondo senza sogni e aggiungetevi la consapevolezza; non la consapevolezza di qualcosa, ma la consapevolezza vuota senza forma. Questo può darvi un indizio di com’è il Sé.

Proprio come nel sonno profondo senza sogni non vi sono mondi, esseri, universi e corpi, così non vi sono mondi, esseri, universi né corpi nel Sé.

Il Sé è Infinito-Eterno-Essere-Consapevolezza-Amore-Pace senza sofferenza, pene, universi, mondi, corpi, dimensioni, tempo, spazio ed esseri.

Nel caso di Sri Ramana l’ego si estinse nell’esperienza di Maturai [città tempio dell’India meridionale, nello stato di Tamil Nadu], e da quel momento in poi, dice Sri Ramana, non c’è stato nessun cambiamento nella sua esperienza. Questo è coerente con la descrizione di Sri Ramana del Sahaja Samadhi.

Il caso di Sri Nisargadatta è invece abbastanza diverso. Sri Nisargadatta ha continuato a descrivere fino alla fine della propria vita i cambiamenti che avvenivano. Disse, ad esempio, che in precedenza credeva di essere libero dall’identificazione “io sono il corpo”, ma che ora poteva vedere che qualcosa era rimasto ecc. Inoltre Sri Nisargadatta ha la visione che dopo l’Autorealizzazione c’è un infinito viaggio verso la scoperta di se stessi. Questo è cose sono coerenti con l’esperienza di coloro che entrano ed escono da kevala samadhi.

Comunque quelle descrizioni sono completamente non coerenti col sahaja samadhi.

Nel Sahaja Samadhi non c’è più un’entità che può essere soggetta a cambiamenti di livello rispetto all’identificazione “io sono il corpo” e non c’è più un’entità che può continuare ad apprendere su se stessa, né esistono parti nel Sé così che una parte possa rivelarsi a un’altra.

Perciò lo stato in cui entrò Sri Ramana Maharshi è il sahaja samadhi. Lo stato in cui Sri Nisargadatta entrava e usciva di continuo è chiamato kevala samadhi.

Sri Muruganar raggiunse la fine della ricerca spirituale alla presenza di Sri Ramana Maharshi. Sri Muruganar ha scritto la più bella, dettagliata e toccante descrizione dell’esperienza della morte dell’ego che io abbia mai letto.

Perciò questo saggio su “Cos’è la Liberazione secondo gli insegnamenti di Sri Ramana Maharshi o Come posso sapere se ho completato con successo la ricerca spirituale secondo gli insegnamenti di Sri Ramana Maharshi e di Sri Nisargadatta Maharaj” non sarebbe completo senza che segnalassi il seguente link ove potere leggere la descrizione di Sri Muruganar della fine dell’ego [in inglese]: http://www.albigen.com/uarelove/muruganar_realization.aspx

Abbiate cura di voi.

Con Amore,

Michael Langford

 

 

NOTA DI SERGIO

Ho tradotto questo articolo perché credo sia una importante risorsa che aiuti a chiarire cos’è realmente la Liberazione e a distinguere le false scuole dalle Vere!

Tuttavia non lo sposo interamente, soprattutto quando relega Nisargadatta al kevala samadhi.

Vorrei condividere delle mie osservazioni a partire dal mio articolo sui 4 livelli di Jnani.

Tutti e 4 i livelli sono nel sahaja samadhi ininterrotto e, a dire di Sri Ramana, non possono più decadere. Ma di questi solo il livello più elevato (cui apparteneva Ramana) ha completamente estinto ogni vasana, persino quelle dell’autoconservazione del corpo. Gli altri 3 hanno ancora delle vasana in uno stato reso dormiente dal loro assorbimento nel Sé.

Queste vasana rimanenti sono consumate nel tempo dalla permanenza nel Sé. Per questo motivo, tranne il livello più elevato, tutti gli Jnani degli altri 3 livelli hanno la sensazione che la loro illuminazione diventi sempre più profonda. Ma questo non perché stanno andando dentro/fuori dal kevala samadhi  come suppone Langford che, con tutto il rispetto che gli è dovuto, ha un carattere un po’ tagliato con l’accetta. Questi Jnani sono nel sahaja samadhi ininterrotto. La percezione che la loro illuminazione si faccia sempre più profonda è dovuta al processo di consunzione della vasana rimanenti, che ha come conseguenza un progressivo diventare inconsapevoli di se stessi, del mondo e del corpo.

Ciò che appare è che mentre per il ricercatore il viaggio spirituale si dirige dalla inconsapevolezza alla beatitudine della piana Pura Consapevolezza Senza Forma, il “viaggio” dello Jnani parte da questa Beatitudine per l’immersione nel Sé, e vada verso una sempre più profonda e completa inconsapevolezza della percezione di se stessi, del mondo e degli oggetti.

Tale percezione può ancora esserci anche in presenza di un sahaja samadhi ininterrotto, ma è come una percezione di sogno ove non c’è più identificazione con gli oggetti percepiti. Ad esempio, può ancora apparire l’io-personale, giusto come un pensiero o un’immagine vagante nella mente, ma non vi è più alcuna identificazione con esso.

I miei sono solo spunti di riflessione, non certo conclusioni.

LOVE,

sc

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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