dal paradigma della schiavitù alla visione della libertà

Dai Satsangha di Francis Lucille

Partecipante: — Perché alcuni ottengono la realizzazione ed altri no?

Lucille: — Nessuno ottiene la realizzazione. Il tesoro più prezioso che abbiamo è la libertà, e ciò vuol libertà di essere infelici, se scegliamo quello. Siamo liberi di identificarci con l’organismo corpo-mente, se vogliamo. Siamo liberi di portare con noi il bagaglio del passato o abbandonarlo. È molto facile, ma abbiamo scelto di non lasciarlo andare. Ciò è espressione della nostra libertà: SIAMO LA LIBERTÀ STESSA.

Partecipante: — Perché la libertà stessa vorrebbe diventare identificata?

Lucille: — Chiedilo a te stesso, se vuoi. Chi è ignorante e vuole rimanere ignorante non si sente ignorante, ma libero di scegliere. In tale libertà egli sperimenta felicità, in quanto libero di pensare e credere quello che vuole.

Quando ti allontani dall’ignoranza, essa non rappresenterà più un problema perché scorgerai la libertà in tutti gli esseri umani. Li vedrai in quanto libertà e non vorrai più convertirli, perché in realtà non ci sono problemi. Vedrai quanto sono attaccati alle loro credenze, ma vedrai anche il loro amore per esse. Naturalmente l’attaccato alle credenze, ai punti di vista, è un amore fuorviante, ma a meno che non ti facciano domande – nel qual caso dovrai rispondere onestamente –, non cercherai di fare qualcosa per loro, perché avrai chiaro che il loro atteggiamento deriva dal loro amore per la libertà.

Partecipante: — Si tratta dell’amore per la libertà di un’apparente persona?

Lucille: — La persona apparente, l’entità separata, non ha nulla, è solo un fantasma. Non ha sentimenti, è fatta di sensazioni. Tale persona apparente – l’ignoranza – nasce dalla libertà ed è anche un’espressione della libertà. È molto interessante… È un gioco ben congegnato: ci siamo identificati in una persona e abbiamo anche messo tutte le tracce per ritrovare la via del ritorno a casa, prima o poi.

Partecipante: — Quindi l’ignoranza è una scelta che nasce dalla libertà, e lo è anche la fine dell’ignoranza?

Lucille: — Esattamente! L’ego – l’ignoranza – non sceglie nulla, viene scelto.

Partecipante: — Puoi parlare della grazia e del condizionamento?

Lucille: — Qualunque cosa nasca dal condizionamento è vecchia. La grazia è nuova. Qualunque cosa nasca dal condizionamento è semplicemente il nuovo imballo di un prodotto vecchio. La grazia è totalmente creativa, e da ciò si può riconoscere quel che viene dalla grazia e quel che è semplicemente una continuazione del passato. La continuazione del passato è una trasformazione orizzontale, non è una vera e propria trasformazione, è un’evoluzione. Quel che nasce dalla grazia è una trasformazione verticale, radicale, che porterà a qualcosa di nuovo.

Ma è anche vero che tutto è grazia. Se veramente pensiamo e sentiamo che tutto è grazia, allora questo sarà il modo in cui sperimenteremo il mondo. Se pensiamo che alcune cose sono la grazia ed altre no, allora questo condizionerà il modo in cui il mondo ci apparirà.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Uno dei maestri risponderà alle vostre lettere.
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