Depressione

— Caro Sergio, ho vissuto giorni molto belli e intensi anche fuori dalla meditazione. Durante la vita normale mi veniva spontanea la domanda – sempre la stessa – ma chi soffre?, chi sta male? ecc. e alla risposta percepivo come qualcuno/qualcosa che ridesse di me, ridesse del mio dolore… e mi sentivo parecchio sollevata perché percepivo che io non ero appunto l’angoscia, ero altro.

— Non immagini quanto mi faccia piacere. È magnifico!

— Ora sono 2-3 giorni che non riesco ad staccarmi, nonostante ripetuti tentativi, dalla mia angoscia, sto più o meno male, e basta. Faccio regolarmente gli esercizi , ma non riesco a staccarmi da questa cosa in cui sono immersa (che è molto dolorosa). Mi vengono in testa la tue parole sul ‘non demordere’.

— Ma qual è questa cosa? Dev’essere un’impressione che è emersa come conseguenza della purificazione. Descrivimi con esattezza cos’è!

— Provo a spiegare. Fisicamente ho dolore in due posti: o alla bocca dello stomaco, o (diciamo) all’altezza del cuore, ma sempre in centro.

I pensieri da cui non riesco a staccarmi (mi trascinano giù come in una spirale) sono che tutto è inutile, che la vita non ha un senso.

Le sensazioni sono molto negative e difficilmente riesco a staccarmene. Comunque il tutto è più o meno forte.

Diciamo che sono cose che io etichetto come depressione di cui ho sofferto molto, e che mi pareva di esserne fuori. Non te ne avrei parlato ancora (speravo passasse il tutto) ma ora è venuta l’occasione… e poi mi ero abituata a stare troppo bene.

Chiedo scusa se ti ho importunato per qualcosa che non centra con l’autoindagine.

— “scusa se ti ho importunato per qualcosa che non centra con l’autoindagine”???

Ma cosa dici? L’Autoindagine c’entra con te, perciò tutto quello che c’entra con te c’entra con l’Autoindagine!!!

Tu devi andare dentro a tutto questo! Lasciati trascinare giù nella spirale, precipita nel senso che tutto è inutile, che la vita non ha senso. Questo tipo di depressioni attaccano spesso le persone spirituali che sono allevate sin da piccole come degli automi fisici, per una vita fisica di cui una persona spirituale ‘vede’ la vacuità, o peggio, che non ha sbocchi se non nella tragedia della malattia e della morte; ma non vedendo alternative cade in depressione. Sono convinto che la tua sia una depressione spirituale. Le percezioni somatiche di dolore sono quasi sicuramente relativi alla depressione.

Non è facile andare attraverso quelle sensazioni, dipende dalla maturità spirituale, cioè da quanto si è compreso cosa realmente sia il piano fisico e da quanto ci si è disidentificarti dai vari piani dell’esistere. Perciò affronta la cosa a tappe: vai dentro a queste impressioni, vivile, osservale e quando è troppo cerca di risalire al soggetto, al CHI sta sperimentando quelle impressioni, meglio che puoi. Poi fai una pausa. Ci sarà bisogno di molte sedute. Migliorerai di molto, ma quella depressione se ne andrà definitivamente solo quando ti sarai disidentificata da tutti i corpi e i piani dell’esistere.

Sii coraggiosa! So cosa provi perché io stesso l’ho passato e lo ripasserò con te, mia Signora Arjuna!!!

LOVE

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
Questa voce è stata pubblicata in Articoli_di_Sergio e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.