Desideri

— Caro Sergio, ti dissi l’altra volta che ho rinunciato facilmente a tutto ciò cui ero abituata e non ne sento più bisogno, anzi ora mi sento libera da molte schiavitù.

C’è però qualcosa che continuo a desiderare e che negli ultimi mesi mi distrae molto da tutto il resto.

Credo di aver sperimentato il sesso sacro con un uomo che amo ancora e che ho lasciato per motivi che un giorno ti spiegherò…

Questo tarlo (desiderio fisico) mi assilla. Con lui, quei momenti mi sembravano Divini…

La domanda è: Contrasta con il mio cammino questo desiderio che sta diventando una brama? Sono in lotta continua con me stessa e a volte mi sento in colpa, come posso liberarmene? Aiutami se puoi…

— L’abbandono dei desideri è graduale e soggettivo. Dipende da quanto quell’anima ha capito che riporre il desiderio all’esterno significa andare a mettere la testa sotto la ghigliottina e tirare il cordino da soli.

Ma la soppressione non è consigliabile perché rende ancora più prigionieri della mente.

Tra soppressione dell’impulso e indulgere ad esso c’è uno spazio di libertà che è soggettivo. Questo spazio è il distacco relativo che quell’anima ha guadagnato verso quell’impulso e che gli consente di muoversi con una certa libertà. In questo spazio di libertà si può sviluppare una pratica virtuosa; cioè indirizzare quella spinta sul Sé: ‘Chi’ prova quel desiderio?… Cerca il ‘Chi’ e stai su quello. Stare sull’ “Io” può appagare appaga quella spinta se la compulsione non è troppo forte.

Ti è chiaro quello che sto dicendo?

Sto dicendo che tu non puoi adottare un principio astratto per sapere cosa fare?

Questi desideri sono come una droga. Tu hai provato piacere con l’amore tantrico con quest’uomo, e adesso vuoi ritornare a quello stato d’estasi.

Tutte le droghe danno estasi che sono vicine a quelle spirituali, per questo si sviluppano dipendenza. Tu sei licenziato, non hai una lira, domani ti sfrattano e non sai dive andare… Bevi una bella bottiglia di vino, ti si rilassano le spalle e pensi: “Al diavolo, ci penserò domani…”. Questo è distacco!!! È una qualità spirituale, solo non deriva dalla tua maturità, ma dalla biochimica, e domani quando sarà passato l’effetto dell’alcol, non sarai così distaccato e te la vedrai brutta… perciò diventi dipendente.

Torniamo a noi. Se sei in grado di riporre questo desiderio sul Sé con una disciplina ragionevole che non diventi soppressione, fallo. Se diventa troppo forte, allora cerca un uomo. Fallo in maniera etica, che non sia sposato ecc. Cioè fallo senza ferire nessuno: ahimsa.

Quando l’avrai trovato ci sono due possibilità: o tu vivi il desiderio e questo si estingue gradualmente per appagamento, o sarai delusa e proverai dolore. In entrambi i casi il desiderio risulterà meno forte di prima e tu forse questa volta potrai indirizzarlo verso il Sé.

Chi è in grado di rinunciare ai desideri è perché ne ha avuto abbastanza, durante molte vite, e non si lascia più ingannare da loro.

Spero di averti risposto.

Ti voglio bene.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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