desirelessness

Un’altra chiave per la Realizzazione del Sé è l’essere senza desideri (niskama).

La base dell’essere senza desideri è l’amore per il Sé e l’attrazione che esercita su di noi. Il Sé è così beautiful che tutti i desideri si spengono, come le stelle quando c’è il sole.

Il problema è che perché il Sé spenga i desideri completamente dev’essere allo zenit, e perché sia allo zenit l’assenza di desiderio è di aiuto. Capite? Due elementi che si aiutano a vicenda…

Il modo saggio di affrontare l’assenza di desiderio e avere un’esperienza diretta del Sé. Da lì si può cominciare.

Se forzate, se sopprimete i desideri in modo religioso, voi state caricando con la forza la molla tutta da un lato; quando saturate quella spinta della volontà, il pendolo si proietterà dal lato opposto e avrete una fase di intransigenza alternata a una di indulgenza, e così via.

L’approccio soppressivo non è adatto alla via realizzativa. Se guardate la storia dell’umanità, vedrete che le religioni hanno la primaria funzione di fornire una società di un corpo di leggi, poi all’interno di una tradizione religiosa si possono sviluppare delle vie realizzativa.

Dovete perciò basarvi sul Sé, su quel che siete riuscito a prendere di quella Magnificenza. Naturalmente alla prima esperienza siete andati all’oceano con una tazzina, poi ci vorranno sempre più esperienza, e sempre più profonde, e sempre più durature nel tempo, e poi la vostra sadhana si rivolgerà esplicitamente a diventare l’Oceano.

Comunque a partire dalla prima esperienza, fate leva sulla BELLEZZA che avete sperimentato. Rendetevi conto che ogni volta che avete un desiderio, stare creando un’emorragia del Sé, o meglio: Lo state svalutando. Quando capite questo, dovrebbe nascere un ‘piacere di essere senza desideri’, che vi è chiaro cosa significa ‘essere più Sé’. Da qui può partire il lavoro per essere senza desideri. È un lavoro che si basa sulla comprensione, l’amore e l’attrazione esercitata da Sé, non sulla soppressione.

Perciò dovete procedere gradualmente, senza forzature.

Essere senza desideri non vuol dire essere aridi e non godere. Se arriva qualcosa di piacevole, godete pienamente! Ma se dopo ne volete ancora o di più, allora quello è desiderio.

Dopo, quando siete realizzati, possono ancora emergere desideri, come ad esempio: “Vedo emergere il desiderio di avere un cane, che è lì da quando ero bambino. Vedo che questi desideri tendono ad autosoddifrarsi. Ma se non si realizzano non resto deluso”. Questo non è sakama = con desiderio; è niskama = assenza di desiderio.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Uno dei maestri risponderà alle vostre lettere.
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