dissoluzione della mente e pratica formale

Tutti i semi della mente (corpo causale) devono essere estirpati altrimenti vi sarà di nuovo rinascita, anche se si è raggiunto uno stato elevato.

Prendiamo l’esempio di Paola. Lei non ha fatto alcuna sadhana in questa vita. Ha fatto alcuni Ritiri con noi, e già nei Ritiri la coscienza di lei si introvertiva così profondamente da abbandonare il corpo e lasciarlo cadeva come svenuto. Poi ha avuto una perdita dolorosa a seguito della quale è entrata nello stato profondo e continuo che ci ha testimoniato:

“Sono nella beatitudine profonda. Niente mente… e qualsiasi cosa non ha valore. Solo la resa, così magnetica, così appagante… Sono talmente dappertutto!!… Qualsiasi azione del corpo/mente prevederebbe uno sforzo che non posso assecondare!!
Ormai osservo che spesso le cose che faccio sono in automatico, io non sono quel corpo-mente che fa… E le cose non rimangono: un attimo dopo scompaiono come un sogno e non le ricordo più (mi devo concentrare per ricordarle, così come ci si sforza per ricordare un sogno fatto la notte). Se posso mi abbandono a quel Nulla anche per ore che sembrano attimi”.

Se questo è avvenuto senza sforzo alcuno è perché lei aveva già raggiunto questo stato nella vita precedente. Eppure questo stato elevato non ha impedito che si reincarnasse nel sogno.

Lei ora dovrebbe invertire delle ore della sua giornata nella pratica formale al fine di sprofondare molto a fondo nel Nulla del suo stato, fino a che anche il minimo concetto o vortice mentale viene cancellato: è il completo stato di Shiva.

Questo porta al sonno desto (a cui lei è già vicina): uno stato di tale assorbimento che è come se si dormisse durante il giorno anche mentre si svolgono attività in automatico, a volte senza esserne coscienti. Dopo un certo tempo di sonno desto sopraggiunge Manonasa, la definitiva e irreversibile dissoluzione della mente, cioè la liberazione.

Potete capire quanti maestri che si dicono più o meno illuminati hanno veramente raggiunto Manonasa. Vi sono quattro livelli di illuminazione:

1. La fase delle esperienze dirette, i samadhi temporanei.

2. Una relativa stabilità nel Sé durante giorno, incoscienza che si presenta spesso o a volte durante i sogni e nel sonno profondo.

3 Sonno desto: non c’è più incoscienza nel sogno e nel sonno.

4. Manonasa

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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