Dreaming Tailandia

IL SOGNO:

“Sono lì come una specie di cronista, di reporter, per seguire la vicenda di un italiano. Si tratta di un imprenditore, più precisamente un ristoratore, una persona in gamba e capace nel suo lavoro, che comunque ha avuto il permesso ‘legale’ di aprire la sua attività di ristorazione in Tailandia (visto d’ingresso, licenza commerciale, ecc.) solo dopo l’intervento di un funzionario locale anche lui in gamba e lungimirante, che ha dovuto ‘stoppare’ un altro collega funzionario che invece stava per far entrare in Tailandia un’altra persona alquanto ‘incolore’, poco capace, di scarsa imprenditorialità – diciamo forse un conoscente ‘raccomandato’ – che, a detta del primo funzionario, avrebbe giovato poco alla ‘promozione dell’economia tailandese’.

Io mi trovo nella mia postazione di osservazione e guardo il ristoratore mentre lavora nel suo locale appena aperto, che poi è un semplice bar tavola calda/fredda, non elegante, ma strapieno di merce e di cose, situato accanto ad una superstrada veloce, dove si fermano dunque clienti che scendono dalle loro macchine o furgoni.

Mentre osservo il barista al lavoro, io penso anche al mio trovarmi in quel posto e vivo con dubbi ed incertezze il mio essere lì. C’è anche un senso di estraneità dall’intraprendente italiano in Tailandia perché io personalmente credo che fallirei anche nella gestione dell’unico negozio di bibite refrigeranti situato al centro del deserto del Sahara…”.

Vediamo i simboli:

TAILANDIA = è un paese esotico, grande tradizione spirituale, gentilezza e in cui il sesso non è vissuto come peccato (la prostituzione è una degenerazione seguita all’occupazione americana). Simbolicamente l’oriente – dove nasce il sole – si identica con la Sorgente, la Vera Natura; mentre gentilezza, religiosità e sessualità simboleggiano l’apertura di Shakti, e quindi sentimenti intensi.

ATTIVITÀ DI RISTORAZIONE = l’offerta di cibo, prasada, simboleggia il contatto più profondo che si può avere con gli altri: diretto, da Sé a Sé.

Ricordiamo che tutto ciò che avviene nel sogno è lo stesso sognatore:

IL REPORTER – è il sognatore che impersona l’osservatore.

IL RISTORATORE – c’è un italiano, sempre il sognatore, che va ad aprire un’attività di ristorazione nella regione del Sé (Shiva) e del Fiume della Vita (Shakti). Il sogno qui ci annuncia che nel sognatore c’è già una direzione chiara; anzi, la cosa è già stata intrapresa: il sognatore si trova già in Tailandia e sta offrendo ristorazione. Il sogno dice anche che ha tutte le carte in regola!, e che è un tipo abile, intraprendente e capace per riaprire una relazione intensa con la propria vera natura e con i cosiddetti altri (il Sé manifesto).

IL FUNZIONARIO – è la stessa Grazia che gli riconosce i meriti – giova all’economia Tailandese significa che è in grado di ottenere la Grazia e di riprodurla – e l’altro italiano che viene stoppato è il sognatore stesso in un momento in cui la propria intenzione non era ancora così pura da poter essere ammesso.

Fin qui tutto positivo. Ma cosa succede quando uno si mette sulla Via? La purificazione! Il che significa che l’aspirante dovrà vedersela con tutte le impurità della sua mente:

  1. La sacralità del contatto con l’altro vissuta e sminuita a poco più che un modesto autogrill su un viadotto veloce, in cui mangi è fuggi, cioè contatti superficiali, cibo per la carne e non per l’anima. Questo non è che sia così, è come il sognatore si vede…
  2. Poi sorgono i dubbi e le incertezze sulla propria vera natura, la propria spinta positiva all’autorealizzazione (che ci faccio io in Tailandia?) e il meritare quel livello che il sogno annuncia.

Insomma, questo è un tipo in gamba, un aspirante sincero, dotato e meritevole con le carte in regola, ma è anche uno di quelli la cui mente si è specializzata nell’autoinvalidazione; crederà al Maestro o alla mente. Se crede alla mente, povero il cristo che gli fa mind clearing…

Ma San Gennaro è grande!, e mi ha detto che questo ristoratore ‘WILL PASS TROUGH’, passerà attraverso l’illusione delle barriere di Maya… Così sia!

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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