dreams

La notte che segue la session di m.c. in cui si rende di aver subito una forte soppressione da parte dei genitori e di averla a sua volta introiettata e perpetrata ai danni della propria energia vitale, un aspirante fa il seguente sogno:

“Sono in una piazzetta e assisto ad un discorso ufficiale tenuto sul balcone del primo piano di un edificio pubblico da un uomo di Stato – un politico o diplomatico. Non un palazzo o una piazza monumentali, come il balcone su piazza Venezia dove Mussolini teneva i suoi comizi, ma un palazzo modesto su una piazzetta modesta, uno slargo tra più vie urbane.

Nel discorso, l’uomo dice che il suo stato – che so essere uno stato latino-americano (immagino: l’Argentina) – deve iniziare a coltivare buone relazioni con nazioni più amiche e più corrette, con valori più condivisi con la sua nazione: e fa l’esempio dell’Italia e dell’Inghilterra; e che invece deve smettere di avere rapporti con stati più disonesti, fraudolenti – che ‘non dicono la verità’ –, e cita gli Stati Uniti d’America.

Finito il discorso, inizia da parte dei pochi presenti un piccolo battimani, quello che si potrebbe dire ‘applauso di circostanza’: formale, timido, di breve durata, tanto per essere gentili con l’oratore. Ma prima che finisca, mi viene l’impulso di continuare ad applaudire, e continuo a battere le mani con ancora più forza e convinzione, gridando “Bravo! Bravo!”. In un primo momento sento di essere l’unico a battere le mani, l’applauso risuona nel vuoto, ma dopo un po’ si aggiungono altri – che non sono così poche persone come sembrava all’inizio – e l’applauso e l’esultanza si diffondono e crescono d’intensità fino a diventare quasi assordanti.

Finita la cerimonia, l’oratore si ritira e la folla anche, la gente comincia a lasciare la piazza, e anch’io sto per farlo. Ma prima che me ne vada, vedo venirmi incontro sorridenti due uomini, sicuramente appartenenti a quella delegazione che prima stava sul balcone. Uno è un alto ufficiale militare, perché ha una divisa importante, un’alta uniforme con gradi, onorificenze, stellette e distintivi; l’altro non lo ricordo bene, mi sembra abbia abiti civili, comunque eleganti come il vestito di un diplomatico. Il militare mi tende la mano e stringe la mia, come a volermi ringraziare.

La fine della scena è molto rapida e fugace, la ricordo appena: prima di prendere commiato, il militare che mi ha stretto la mano sembra chiedermi cosa faccio nella vita, che lavoro faccio, e mi sembra che io ci pensi un po’ prima di rispondere, quasi a non voler dire la verità, e infatti mi sembra di dirgli a bassa voce “lavoro nella sanità”, senza dare tanta importanza alla cosa, tant’è che lui non credo che mi senta. Quest’ultimo scambio di parole lo sento del tutto rapido, distratto, ininfluente e fugace, perché vedo che loro due stanno pensando ai preparativi per andarsene, e i loro autisti li aspettano davanti alle auto blu con la portiera aperta”.

Vediamo i simboli principali:

AMERICA LATINA – nazioni e popoli che hanno pagato caro la soppressione imperialista nordamericano. “El patio trasero de los Estados Unidos” (il cortile di servizio degli Stati Uniti) si autodefiniscono sardonicamente i latinoamericani.

ITALIA e INGHILTERRA – sono visti probabilmente dall’aspirante come nazioni più tolleranti e democratiche.

Una volta chiariti i simboli principali, e ricordando che tutto quello che avviene nel sogno è il sognatore stesso, vediamo subito che il sogno ci annuncia una marcata svolta psicologica nell’assistito.

Egli, per bocca della delegazione dello stato sudamericano, annuncia un cambiamento: non voler accettare le imposizioni del soppressore (le sue strutture psichiche che perpetrano in automatico in modello soppressivo), ma intessere relazioni più amichevoli (liberalità nei rapporti con la sua Shakti).

L’importanza di tale cambiamento viene artisticamente descritta in 3 scene:

  1. Egli comincia ad applaudire quando gli altri hanno smesso, contro la tendenza generale. È un’azione importante se si tiene conto che questo aspirante è stato in genere poco incline a prendere iniziative controtendenza.
  2. All’inizio sembrava che vi fosse poco pubblico ad ascoltare il comizio, mentre quando l’assistito comincia a battere le mani la folla si rivela ben più numerosa e l’esultanza e gli applausi crescono d’intensità. Questo significa che mentre lui credeva di disporre di poco energia vitale, scopre invece che quando si esprime incurante del giudizio introiettato e degli altri, la folla (l’energia) si rivela assai più potente di quel che aveva immaginato. Non solo: gode di ottima salute; infatti basta una piccola miccia di libertà per infiammarla vigorosa di esultanza.
  3. Quando il militare va a ringraziarlo, lui mente circa il suo lavoro e dice di lavorare nella sanità. Questo vuol che non fa più quello che faceva prima ma si sta guarendo: è sulla via della realizzazione che include la liberazione della propria shakti.

Congratulazioni a lui per la nuova visione.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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