l’ignoto sei TU

Studente: — Per ora l’indagine mi mostra che le immagini provengono dall’ignoto, nel senso che l’unica certezza che ho è che compaiono all’improvviso, a volte in massa, da ciò che io posso definire ignoto, buio. Seguono emozione e dialoghi infiniti.

Marco Mineo — E se ti dicessi che… quell’Ignoto sei TU? Lo percepisci dualisticamente come buio solo perché sei ancora identificato con ciò che appare.
Quando vedi più e più volte che tutto viene dall’Ignoto e che Quello sei tu, non sarà né luce né buio ma Ciò-Che-É.

S: — Nell’indagine i “periodi no” sono frequenti e destabilizzanti. A volte, come in questo periodo per me, afflitto come sono da terribili dolori per la sinusite, risulta altrettanto arduo sia lasciare la mente vagare che cercare di osservarla. Occorre rimanere sereni e pronti alla sfida, ma a volte può essere difficile. Qual è l’ approccio migliore?

M:— Il miglior approccio è continuare in qualsiasi condizione si trovi il corpo-mente, poiché basta un attimo per ribaltare l’identificazione dal limitato all’Illimitato.

Qualsiasi cosa decidi di fare con la mente sulla mente è arduo; invece prova a sentire DIRETTAMENTE su cosa si muove la mente e resta lì intoccato dalla mente. Oppure dimora nel puro e semplice senso di essere.

Riguardo ai dolori, Chi li prova? Dove appaiono?

“Ci sono tante immagini che sfilano su uno schermo di cinema. Il fuoco brucia tutto, l’acqua travolge intere regioni, e tuttavia lo schermo resta impassibile” (Sri Ramana Maharshi).

 

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