Il Koan Ramdas

Ricordate la storia di Ramdas?

Lui va in pellegrinaggio per vedere Dio ovunque e in ogni cosa, e alla fine realizza il nirvikalpa in una grotta di Arunachala.

Per questo ho dato il suo nome al Koan:

“VEDI DIO IN CIÒ CHE APPARE ALLA TUA COSCIENZA.

Il partner che medita riceve l’istruzione, chiude gli occhi e fa l’intento di veder Dio in ciò che appare alla sua coscienza. Terminato quel ciclo apre gli occhi e offre (comunica) al partner che ascolta il risultato della sua meditazione – mantenendo in questo modo la mente libera da contenuti inespressi/trattenuti. Naturalmente presto scorgerà aree buie che ha messo da parte e allontanato da sé perché non gli piacciono o considera avverse (esperienze, persone…).

Il Koan è adatto a chi ha già avuto un’esperienza diretta della propria vera natura – chi non l’ha ancora avuta dovrebbe meditare su “Porta tutta la tua attenzione all’io”. Meglio se l’aspirante ha già meditato su “Ama ciò che appare alla tua coscienza”.

Qui finisce la sadhana da ‘dilettante’, questo è trasformare la miseria in LUCE:

Dio ovunque e in ogni cosa! Ora l’amore si tramuta in amore ininterrotto per Dio e Bhakti e Jnana si fondono in UNO; tutto viene sussunto in Dio: Gioia Gioia Gioia Gioia… È la fine del regno dell’uomo e l’avvento del Regno di Dio:

NULLA PUÒ PIÙ PRECLUDERE LA REALIZZAZIONE!

Tutto questo – se volete – ai prossimi Ritiri “l’Autoindagine Attraverso l’Amore” at Annapurna’s B&B, offerti ‘no profit’.

Swami Ramdas

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