il sentire di essere separato

Bisogna lavorare molto al fine di eliminare il sentire di essere separati. Ecco dalla Grazia un koan meraviglioso che ci viene in aiuto:

— COSA MANTIENE IL SENTIRE DI ESSERE SEPARATO?

Nella meditazione diadica, ricevuta la domanda il partner che medita chiude gli occhi ed esamina se si sente separato o no. Se non si sente separato sarà pura consapevolezza senza oggetti che osserva se stessa o totalità delle forme unite della stessa sostanza costituente. Se si sente separato, noterà quei movimenti mentali che gli suggeriscono di esserlo. Non è necessario fare altro, basta osservare quei movimenti che di norma sono celarti. Il semplice notarli condurrà l’aspirante verso lo stato di essere Uno indiviso.
Infine comunica il risultato della sua meditazione.

La stessa pratica può essere fatta individualmente: l’aspirante si pone la domanda e fa quel che ho descritto sopra. Dovrebbe porsi il più frequentemente possibile la domanda durante il giorno. I più avanzati, al solo pronunciare mentalmente la domanda entreranno in samadhi.

La pratica è operativa per chi ha già avuto esperienze diretta, ma funziona benissimo anche per chi ha semplicemente compreso intellettualmente di non essere un’entità separata.

Insistete su questa pratica: può farvi risparmiare vite di sadhana!

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Uno dei maestri risponderà alle vostre lettere.
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