Dialoghi sulla sadhana – il vero “io”

— Ciao Sergio. Avrei una domanda sull’autoindagine. Quando mi aggancio alla sensazione di “io” questa si amplifica, e anziché crearsi un distacco (e quindi essere osservata), mi sembra invece che ci sia una specie di fusione con l’io – sembra che l’io sia l’unica cosa che veramente esista. In sostanza mi chiedo: se c’è questa fusione, com’è possibile che si sviluppi il distacco dell’osservatore?

— O ricercatore fortunato! Quello è il vero io di cui parla Nisargadatta, è il . Immergendoti in esso ti accorgerai che è un io universale e tutto il resto tenderà a scomparire: solo l’Io Sono universale, o Sé, rimane. Se diventi uno con esso (samadhi), sperimenterai la beatitudine di Turiya.  OTTIMO!!! Fonditi, diventa uno con l’IO!

Ogni sadhaka pratica a suo modo. Dimentica l’osservatore.  La confusione nasce dal fatto che la parola “io” ha almeno tre significati: il Sé universale, il pensiero “io”, e il pensiero “io sono il corpo”. Ne parlo nel mio articolo “Il vero ‘io’ è la coscienza”.

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