jnana e bhakti

— I modelli di pensiero che ti affliggono ti possono sembrare un bastione inespugnabili. In realtà lì c’è solo uno spuntone di mente a tenere in piedi tutto quell’approccio erroneo e fuorviante. Perciò non c’è bisogno di una battaglia campale. Insistendo con i corretti insegnamento e la pratica, gradualmente lo spuntone si consumerà facendo crollare i fantasmi che vi sono attaccati. Devi solo perseverare.

Da ‘Sii Ciò Che Sei. L’insegnamento di Sri Ramana Maharshi’:

D: Ora che sono soddisfatto su questo punto, desidero sapere attraverso quali passi posso raggiungere l’abbandono.

R: Ci sono due modi. Uno è cercare la sorgente dell’io e fondersi in quella sorgente. L’altro è sentire: ‘Io sono impotente da solo, Dio soltanto è onnipotente e non ho altra via di salvezza se non affidarmi completamente a Lui’. Attraverso questo metodo si sviluppa gradualmente la convinzione che Dio solo esiste e che l’ego non conta nulla. Entrambi i metodi conducono alla stessa meta. Il completo abbandono è un altro nome di jnana o liberazione.

D: Trovo che il metodo dell’abbandono sia più facile. Ho intenzione di adottare questo sentiero.

R: Attraverso qualunque sentiero tu proceda, dovrai perderti nell’uno. L’abbandono è completo solo quando raggiungi lo stadio ‘Tu sei tutto’ e ‘sia fatta la Tua volontà’.

Questo stato non è differente da jnana. Nel soham (l’affermazione ‘io sono Lui’) c’è dvaita (dualità). Nell’abbandono c’è advaita (non dualità). Nella Realtà non ci sono né dvaitaadvaita, ma ‘ciò che è’.

L’abbandono sembra facile perché le persone immaginano che, una volta che dicono con le labbra: ‘Mi abbandono’ e offrono i loro fardelli al Signore, esse possano essere libere e fare ciò che desiderano. Ma il fatto è che non puoi avere attrazioni e repulsioni dopo il tuo abbandono, la tua volontà dovrebbe diventare assolutamente inesistente e sostituita dalla volontà del Signore. La morte dell’ego in questo modo provoca uno stato che non è diverso da jnana. Così, attraverso qualunque sentiero tu possa procedere, devi arrivare a jnana, l’unità.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Uno dei maestri risponderà alle vostre lettere.
Questa voce è stata pubblicata in Articoli_di_Sergio, Dialoghi dal Sangha, Ramana Maharshi e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.