Kundalini

Ricercatore — Caro Sergio, volevo aspettare ancora prima di scriverti ma la strana sensazione iniziata durante l’autoindagine, e che non si arresta (ma si è affievolita dopo un’ora dalla fine della pratica), mi spinge a farlo subito.
Durante la pratica ho percepito molto forte una spinta che sale dai genitali e mi costringe quasi a tendermi verso l’alto. Sono imbarazzata a dirlo.
A più riprese ho cercato di allontanare questa sensazione travolgente e piacevole ma si ripresenta appena inizio di nuovo l’autoindagine. Ho avuto anche delle forti pulsazioni e calore alla testa (il cuoio capelluto e anche le orecchie pulsavano).
Caro Sergio, caro Sergio che mi succede? Se io sapessi bene cosa mi sta succedendo sarebbe anche piacevole.

Sergio — Ahah, imbarazzata… Sei simpatica… Quella è la Dea, Lady Kundalini, lo Spirito Santo, la Signora dell’evoluzione!
Procede all’Evoluzione dalla Coscienza attraverso la creazione di corpi sempre più evoluti manifestandosi come spinta sessuale. Ma il ricercatore spirituale completa questa evoluzione dentro se stesso. Attraverso la pratica spirituale la Dea, il Serpente, il Dragone… invece di andare attraverso i genitali e creare altre forme, sale verso l’alto e perfora i chakra e i granthi (che sono livelli di coscienza).
A livella di Anahata chakra, il chakra del cuore, diventa Amore Divino, a livello di Ajna-Sahasrara (6° e 7° chakra) diventa Unione cosmica col Tutto, coscienza della vacuità delle forme, il Nulla, non–dualità, Unione col Sé, Shiva. Poi da Sahasrara, il loto dai mille petali, ricade nel Cuore spirituale e distrugge per sempre l’illusorio senso di individualità riunificando l’Assoluto divisosi (apparentemente) nel cosiddetto Big Bang.
Quello che mi stai dicendo significa che indipendentemente da età, razza, cultura, carattere, stato psicologico, sei un individuo evoluto.
Non resisterle, lascia che faccia quello che vuole.

R. — Caro Sergio, stavo potando le rose in giardino e mi interrogavo sul senso della vita. Pur sapendo quale sarà la nostra fine come corpi, attorno a me vedevo tanta voglia di vivere. Sapevo inoltre che la mia potatura avrebbe stimolato il rosaio a produrre nuovi getti, vigorosi e forti, pur non potendo prevedere quale getto dormiente sarebbe esploso…
Poi una forza è esplosa dentro di me dal profondo e ha spazzato via come una marea tutte le paure, ha travolto ogni dubbio… Dolcissima, terribile, inarrestabile, travolgente, dura e tenera allo stesso tempo, che ha preso il sopravvento sul ragionamento e ho capito cos’è la vita.
Ti ringrazio caro Sergio, non ho parole, ho solo gratitudine e amore.

R. — Da 2-3 giorni continuo a vivere con questa forza che spinge, che pulsa dentro. A tratti sono tutt’uno con questa forza che mi dà energia, ma gioco anche a rimpiattino con lei.
Mi spiego. Quando riesco ad essere il “testimone”, irrompe potente, prepotente, travolgente ecc… Non appena la sento pulsare (dai genitali verso l’alto, in testa, o all’altezza del cuore…) HO PAURA… La mente mi riporta ai miei pensieri. E allora ricomincio da capo: cerco di fondermi con questa energia che per un attimo prende il sopravvento e poi sono di nuovo G. [dice il suo nome].
La forza è costantemente ben presente dentro di me, che mi travolga o no.
Starei sempre immersa in questa FORZA, ma mio marito [anch’egli un ricercatore] mi dice di non esagerare.
Ha come la forza di un bambino che spinge per nascere, è inarrestabile; mi sento come se fossi in travaglio e non posso farci niente, devo lasciarla agire.

R. — È più forte di me, devo comunicartelo… Dovevi avvisarmi che l’Autoindagine crea dipendenza; attrae in modo fatale e viscerale, e ogni singola cellula anela al raggiungimento di ….(???)… al fondersi in….(???) Cerco di scherzarci su, ma mi sento attratta in modo irrazionale e travolgente, nulla ha significato, sento una spinta fortissima…. verso….(???)…..

S. — È straordinario quello che mi dici. È proprio questa “dipendenza” che ti porta alla Liberazione da Maya; proprio come la dipendenza dal mondo ti rende suo prigioniero, la “dipendenza” al Sé ti libera. Le scritture la chiamano “Intossicazione Divina”. Giubilo!

R. — Caro Sergio, vorrei essere indipendente e non scriverti così spesso.

S. — Perché dai ascolto alla tua mente? Ascolta il tuo cuore invece! È opportuno che mi scrivi quando senti di farlo. Come può aiutarti un insegnante se gli scrivi una volta ogni due mesi?

R. — Sono tante le cose che mi stanno succedendo, che mi sento profondamente smarrita, e cerco un punto di riferimento in te.
Dopo l’ubriacatura causata da questa FORZA dentro di me, sono molto perplessa e mi chiedo se la via giusta sia farmi “invasare” da questa Forza (forse l’ho voluta trattenere e non le ho permesso di fare il suo corso). Nasce così il pensiero di resa incondizionata ma… ho passato tutta la vita a cercare di tenere sotto controllo le cose, a cercare di impormi sugli alti e a fuggire da ciò che non era di mio garbo.
Ora sento di non poter fuggire, non ho scelta, e non posso far altro che lasciare che questa Forza mi oltrepassi. Realizzo che l’unica strada è la resa incondizionata e mi inchino fino a terra davanti a questa Dea…. Ma che smarrimento…

S. — Perfetto, ma comunque non abbandonare l’autoindagine e risali a chi sperimenta questa forza, chi ne ha paura, chi vuole abbandonarsi ecc., e poi dimora lì.
Stai procedendo molto bene!

R. — Caro Sergio, grazie. Io comunque a tua insaputa ho un continuo dialogo interiore con te per chiarire quello che mi succede e ricevo anche risposte.
Tu dici che và benissimo ma mi chiedo se sono all’altezza. Sto male fisicamente, senza energie e mi sento come l’ultimo essere umano sulla terra. L’autoindagine di oggi è stata un disastro nel senso che ho quasi solo dormito.

S. — Se eri stanca, è un conto, ma può essere anche perché ti stai spostando sul piano sottile/causale. Accetta quello che viene. Fammi sapere di questo aspetto…

R. — Grazie per la tua disponibilità. Le tue parole “ascolta il tuo cuore” fanno esplodere il mio.

R. — Mi sono svegliata nel cuore della notte con le tue parole e come un lampo sono cadute le barriere della mente, e mi sono chiesta chi vedeva tutto questo e non ho dubbi di essere stata, per un attimo “PURA LUCE PURA GIOIA”. È stata una cosa molto semplice, non ho fatto nulla, si è presentata e basta, ma “bellissima” (non sono capace di tradurlo in parole).
Grazie, grazie, grazie 🙂

S. — 🙂 Congratulazioni!

R. — Non sono riuscita a ripetere l’esperienza e mi è sorto un sentimento di vergogna.

S. — No, quando hai queste esperienze dirette, non forzare a ripeterle, invece immergiti nell’ESSERE che è emerso da esse e godine la bellezza.

R. — Mi sono chiesta chi prova questa vergogna ed allora si è risvegliata Kundalini, ed era una forza PURA e questa forza mi ha pervaso e l’ho accettata. Mi sono chiesta chi percepiva questa forza… Non avevo paura, l’ho vissuta senza riserve ma non è successo alcun balzo oltre la mente.
Ho trascorso il resto della notte con questa sensazione di resa. Questa è accettazione incondizionata – quella che avevo provato prima nasceva dalla disperazione, non vedevo via di scampo, ne avevo vergogna, ne venivo travolta, mi dava molta potenza, ma non mi attirava. Forse tanta disperazione nasce da questa mia resistenza…
Nell’autoindagine di oggi mi sono sentita sempre in bilico tra me come persona e la PURA LUCE. Kundalini si è presentata inesorabile, ma non mi fa più paura. Ha fatto quello che ha voluto, ha fatto battere il cuore a destra.

S. — Sì, quello è il cuore spirituale di cui parla Sri Ramana.

R. — Ho percepito anche che non sono sola, tu sei sempre vicino e mi sostieni. Ho un continuo dialogo con te o con questa presenza che mi aiuta continuamente. Ho profonda gratitudine e questa volta il cuore è esploso.
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE

S. — GRAZIA! GRAZIA! GRAZIA!

R. — Caro Sergio, mio marito mi ha detto che gli hai consigliato l’autoindagine implosiva e mi chiedo se posso praticare anch’io la meditazione sul 3° occhio.
Avevo già fatto un tentativo ma in modo diverso; ho provato a ripetere il mantra mentalmente, ma al di fuori dall’autoindagine, poi ho subito abbandonato.
Avevo fatto questo tentativo per impegnare la mente e staccarmi da quella che tu chiami “Intossicazione Divina”. È talmente coinvolgente che talvolta mi pare di uscire di testa – mi rotolerei fuori, nell’erba… e cose simili. Mi lascia poca energia per fare le cose normali… E tu mi hai detto di accettarla e lasciarle fare quello che vuole.
Pratico l’autoindagine, mi chiedo chi prova questi sentimenti e sensazione. Ma mi è terribilmente difficile risalire alla sensazione dell’io con questa forza che mi attanaglia… Cerco di aprire il mio cuore e di accettare….
Ieri, finalmente, ragionavo come una persona normale e mi sono immersa nel mondo: spesa, visto persone ecc… È stato come muovermi a mezz’aria, in maniera non molto coinvolgente.
Dell’esperienza di PURA LUCE mi è rimasto ben poco, solo il desiderio pazzesco di tuffarmi tra le parole, tra una molecola e l’altra delle cose, come Harry Potter che è saltato dentro il binario 9 e 3/4 per andare oltre…
Caro Sergio come mi è difficile lasciare la mente, sentire il cuore, accettare e risalire alla sensazione dell’io.

S. — hahah, è simpatica l’idea di concentrassi sul 3° occhio (con mantra e pranayama) per sfuggire a Kundalini. È come uno che per sfuggire al caldo va a chiudersi in una fornace… 😀
La FORZA di Kundalini e l’IO (o anima) sono la STESSA COSA che sta nel canale centrale, Sushumna, e lo percorre verso l’alto identificandosi con vari livelli di coscienza.
Questa STESSA COSA quando percepita dai corpi fisico e sottile ci appare come energia; mentre quando è percepita dalla Coscienza, ci appare come Io o ESSERE.
C’è però una differenza tra i due modi di percepirla. Quando la percepiamo come energia rimaniamo nel duale, mentre quando la percepiamo come IO abbiamo la possibilità di raggiungere la non-dualità di Shiva.
Perciò quando avverti la FORZA di Kundalini, cercare di risalire all’Io che la percepisce è un nonsenso. Basta invece che tu cerchi di fonderti, di diventare UNO con quella FORZA, e l’esperienza diretta, non-duale, è dietro l’angolo, proprio a un passo!!!
All’inizio il ricercatore non nota il momento non-duale dell’esperienza diretta. Nota solo l’impressione che compare subito dopo quel samadhi/satori istantaneo – e che è immancabilmente un’impressione molto sattvica – e si identifica con essa. Perciò dirà: “Sono la Luce. Sono l’Amore Universale. Sono l’Energia di tutto l’Universo” ecc. Più avanti invece, dopo parecchie esperienze dirette, sarà in grado di notare il momento non-duale: niente mente, niente mondo, niente corpo, niente io. Quello è Shiva!
Ma il vero Lord Shiva è quando nel Silenzio dell’immersione del Sé non resta più nessuna traccia/impressione di esistenza, niente più ‘io’: la LIBERAZIONE!
La maggioranza dei ricercatori non comprende cos’è Shiva e Shakti (Shakti è il nome per la Kundalini universale) e ne parla in maniera duale. Essi sono in verità le due facce della stessa medaglia. Non due, ma UNO.
Perciò quando senti la FORZA di Kundalini, fonditi con essa e diventa UNO con quella FORZA. In quei momenti, quella è la tua Autoindagine.
Rispetto alla pressione che Kundalini ti provoca, ne ha forse meno uno che cade ammalato? Qualcuno che perde il lavoro, o addirittura una persona cara? Ha meno pressione una donna in gravidanza? È più facile partorire un bambino? Se tu avessi una gamba ingessata, ti sentiresti di più a tuo agio?
Molto del disagio per Kundalini è dovuto alla nostra resistenza, che è in parte dovuta al fatto che è un fenomeno sconosciuto di cui si sente poco parlare… e quindi la mente ci ricama sopra.
Quando non si fa resistenza alle cose è abbastanza facile vedere quello che si deve fare. Se tu sei in gravidanza, hai solo 2 possibilità: o tieni il bambino, o abortisci.
Ora io non ti ho iniziato a una pratica di Yoga Kundalini, tu non hai cercato di risvegliare Kundalini (con asana, pranayama, mudra), te l’ha mandata Dio. Che cosa ci vuoi fare?
O l’accetti – e io ti posso guidare attraverso questa sadhana – o smetti di praticare, ti immergi il più possibile nelle impressioni, prendi un po’ di tranquillanti e speri che Kundalini torni a cuccia.
Sappi però che se anche ci tornasse, il che non è detto, non regredirà dal livello in cui è. Aspetterà il momento opportuno per balzare di nuovo fuori, e questo potrebbe accadere nella tua prossima rinascita, magari sei un adolescente, ti ritrovi con questi fenomeni che né tu né i tuoi parenti capiscono. Comincerai una via crucis di visite a medici e psichiatri, che non sapendo niente di Kundalini ti riempiranno di farmaci…
C’è un sacco di gente che si trova in questa condizione.
Non puoi fermare la FORZA EVOLUTIVA!!! Decida LEI. Quando ha deciso che il nostro corpo ha vissuto abbastanza ce lo toglie, e non chiede il permesso, né ce lo ha chiesto quando ce l’ha dato.
Prenditi del tempo per riflettere e decidere.
La via spirituale è tutta STRAORDINARIA, PARADOSSALE e INCOMPRENSIBILE per il punto di vista della mente umana.
Nessuno ti costringe a continuarla. Sei solo tu che puoi decidere. Per me indifferente. Io ti sto solo presentato quello che so per metterlo a tua disposizione. Niente di più.

R. — Caro Sergio, grazie per la chiarezza con cui mi hai parlato, ne avevo bisogno anche per chiarirmi il “problema”. Ciò non toglie che mi sento profondamente smarrita.
In cuor mio la scelta è ben chiara ma ti faccio 2 domande (di cui so la risposta ma sento anche la necessità di una tua risposta):
• Più vado avanti e più difficile è uscirne?
• In caso volessi continuare, ti chiedo se avrò sempre il tuo appoggio.
Ti voglio bene e ti ringrazio per quello che fai.

S. — >> Più vado avanti e più difficile è uscirne? <<
Non capisco la domanda. Uscirne da che? La difficoltà deriva dalla resistenza e le resistenze (e la relativa mancanza di abbandono) possono essere ancora forti in un sadhaka di medio livello – dipende dal suo carattere… Poi più vai avanti e più è facile perché diventi sempre più il Sé. Yogeshwar Muni, allievo di Kripalvananda, mi insegnò una lezione, si intitolava “La Verità senza dolore”. Il DOLORE deriva dal resistere e dal forzare. Più ti abbandoni, meno dolore sperimenti, o addirittura nessun dolore quando sei nell’estasi (che è abbandono assoluto).
>> In caso volessi continuare ti chiedo se avrò sempre il tuo appoggio. <<
Naturalmente.
Dimmi con esattezza quali sono i disturbi che ti dà Kundalini.

R. — Ho forti palpitazioni che mi mandano in tilt, la mia testa non funziona, ho una visione “alterata” delle cose, mi sento smarrita.
Fisicamente, a parte le forti palpitazioni, percepisco come una forte morsa allo stomaco e ai genitali, e sento come se il respiro fosse bloccato. A momenti ho un forte dolore nella schiena, come se lì ci fosse un chiodo conficcato. C’è una forte spinta sessuale. Per me questa è fonte di vergogna; nella mia vita ho avuto un rapporto non molto felice col sesso, ma questa spinta… Ho parlato tanto di accettazione, ma devo dire che non ho proprio accettato questa cosa. Non so cos’è, dove mi porta….
C’è però un’altra cosa che non capisco: ieri la forza non si è fatta sentire, e mi mancava.

S. — Il dolore alla schiena è dovuto a quella frattura che hai avuto in passato. Kundalini sovraeccita le terminazioni nervose che inviano il segnale del dolore e tu hai male. Io però sono convinto che si possa trovare qualche rimedio che non sia un antidolorifico allopatico non selettivo (che ha effetti collaterali significativi) che dia almeno un po’ di sollievo. Non conosci un medico spirituale? Telefona a questa Dottoressa… Con lei puoi parlare liberamente di Kundalini. È sufficiente che tu le dica. “Mi manda Picone”… :-)))
La spinta sessuale è destinata a salire nel Cuore. Lì si tramuta in Amore Divino, completamente altruistico e disinteressato.
Già conoscere questo destinazione ti aiuterà a convogliarla là, nel Cuore. Tuttavia puoi fare un piccolo intento di portarcela, in modo dolce. Questo sarà d’aiuto al 20-30%.
Ma la cosa migliore che puoi fare è un intento di fonderti, diventare UNO con la spinta sessuale. Allora raggiungerai facilmente l’esperienza diretta – ti ricordi quando eri PURA LUCE, PURA GIOIA?… Sattva tracimerà sotto forma di Amore, Gioia e Beatitudine, e l’energia sessuale si sposterà nel Cuore. Ovviamente perché vi rimanga stabile è necessario un lungo tempo.
Per il resto: palpitazioni, frastornamento, smarrimento (sintomi tipici), accetta e abbandonati. Non sei sola. La tua famiglia, io, e soprattutto il Sé, la tua vera natura, ti siamo vicini!

— Mi hai detto: “Risali al soggetto e dimora in esso” …. Mi immergo sempre di più e ho come “un grande segreto nel cuore”. E non mi interessa se sto male fisicamente, se quasi non mangio più, dormo poco… Sbaciucchio mia figlia e lei mi chiede “Ma cosa vuoi?”, e sono felice.
Grande, grande, grande…

— WOW! Devi esserti impegnata molto a praticare nelle tue vita passate 🙂 … Solo due mesi di Autoindagine e già sperimenti la GIOA di Turiya. Quando ti immergi nel Sé e il Sé si centra nel Cuore spirituale diventi Overjoied (pazza di GIOIA). È una Gioia sempre nuova, torrenziale… nessuna gioia umana può eguagliarla.
C’è un canto di Yogananda che riflette bene la Gioia dell’immersione nel Sé di Turiya. È “Ever New Joy”. Le parole in italiano sono “Gioia Gioia Gioia, sempre nuova Gioia”:


  Credits: un grazie a Dambara Begley

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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