la cosa più difficile non è liberare l’aspirante dalla sofferenza, ma liberarlo dalla felicità

Fabrizio Torre — Non fare l’errore di credere che non ci sarà più sofferenza. L’unica cosa che può andar via è “chi soffre”…
La cosa più difficile non è liberare l’aspirante dalla sofferenza, ma liberarlo dalla felicità (felicità derivante da stati mentali, non dalla gioia dell’essere).

N. — Caro Fabrizio, quindi la sofferenza ci sarà sempre, solo sarà diverso il percipiente?
Ti chiedo questo perché in questi giorni provo sofferenza. Qualche volta la faccio mia e qualche volta, col corpo e la mente sfiniti da questa sofferenza (anche se in modo altalenante), la vedo in una perfetta quiete. Poi improvvisamente senza capire come, in un battito di ciglia. divento nuovamente sofferenza. Grazie fratello.

Fabrizio — Se qualcuno pizzica il mio corpo, le terminazioni nervose trasmettono il segnale di dolore, allo stesso modo i corpi mentale ed emozionale manifestano i loro stati… Non c’è più un percipiente ma solo pura percezione, e se in un dato momento alla coscienza appare un moto di sofferenza, ci sarà sofferenza, ma questa non ha la capacità di turbarti, c’è accettazione totale! Considera un film proiettato alla TV. Sullo schermo scorrono personaggi ed emozioni… Ma quando comprendi che non sei un personaggio del film, il dolore ti può attraversare, ma non ti tocca più [non trova più un’identità collegata al dolore].

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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