la presenza consapevole

— Ho iniziato a leggere il libro che mi hai inviato. Ho letto 14 pagine, non molto, perché rileggo spesso le frasi che sento che “risuonano” in qualche modo.
Mi hanno molto colpito due punti, per ora.
Il primo è il passo, nelle prime pagine, in cui afferma che noi non abbiamo mai fatto una vera esperienza del nostro corpo. Il nostro corpo include la mente e l’intero universo. In effetti nelle meditazioni ho percepito l’Essenza unica che permea tutto. Il problema era come avere questa percezione nella quotidianità. Però se mi soffermo per un attimo, semplicemente mi fermo, riesco a percepirla anche da “vigile”. E’ un attimo in realtà, che poi sparisce una volta ripresa l’attività quotidiana.
L’altro punto che mi ha colpito si riferisce alla percezione del canto dell’uccellino che pur essendo a distanza di 15 metri crea una percezione del canto a distanza zero. Tutto accade sempre qui e ora. Questa è una prospettiva completamente nuova per me e molto interessante. Sto provando a “metterla in pratica” anche quando osservo la pioggia cadere, più che altro nei confronti della natura non pensante.
Ora nella quotidianità è subentrato uno stato di abbandono a ciò che accade. Sento come il bisogno di lasciare il bisogno del controllo su ciò che accade, piacevole o spiacevole che sia, come se fosse sempre tutto sulle mie spalle. Lasciare invece che la vita fluisca come deve fluire.
Anche la parte del libro in cui l’autore afferma che tutti i pensieri e le sensazioni sono liberi di fluttuare nello spazio di ‘presenza qui e ora’ sento che mi vuole dire qualcosa. E’ difficile però “trovare” questo spazio, o forse questo è un problema che la mente si pone? Forse non si deve cercare con la mente?
Ecco queste sono le osservazioni e domande che emergono per ora.
Grazie!

— Il processo è il seguente:

Tu percepisci l’Essenza unica che permea tutto. Questo in genere avviene durante la meditazione senza percezione di oggetti e del mondo.

Gradualmente però la consapevolezza di questa Essenza unica si estende anche al Sé manifesto, cioè il mondo, non già percepito di nuovo come una serie di oggetti e accadimenti separati, ma come il Sé. In altre parole la differenza tra Sé immanifesto e Sé manifesto si assottiglia fino a scomparire.

È un processo naturale che può però essere accelerato se si assume il giusto approccio. Per questo ti ho suggerito di leggere Lucille, e quanto scrivi dimostra che hai compreso completamente! Nello stato naturale l’abbandono è totale, vedi Dio in tutto, in ogni movimento relativo come nella quiete assoluta. Congratulazioni!!

Rispetto alla ‘presenza qui e ora’, il termine ‘qui e ora’ è capzioso, perché i più lo intendono erroneamente come uno ‘spazio-tempo’ presente. No, nell’Essenza unica che permea tutto non c’è né spazio né tempo. Entrambi, spazio e tempo, sono apparizioni fenomeniche temporanee e mutevoli che si manifestano, perdurano un certo tempo e tramontano all’interno dell’Essenza unica atemporale e illocalizzabile.

Come allora trovare quello ‘spazio’, per così dire?

Se tu osservi i pensieri senza interferire con essi, senza volerli cambiare o eliminare, la tua ‘presenza consapevole’ (che è il vero tu) apparirà sempre più evidente, e a un certo punto ti renderai conto che i pensieri, incluso il tuo corpo, il mondo tutto, l’intera fenomenalità, emergono come sogni da questa Presenza Consapevole, fatti essi stessi di consapevolezza, evolvendosi nella consapevolezza e infine dissolvendosi in essa, come onde nel mare. Questo, la ‘presenza consapevole’, è lo spazio a cui allude Lucille.

Per dirla con altre parole, se tu ti sforzi di trovare il qui e ora, cadi nella mente; se tu dimori nella Presenza Consapevole trovi spontaneamente l’eterno adesso.

Congratulazioni!!

Sergio