La Tecnica dell’Autoindagine

Devi individuare dentro di te la sensazione di “io”.

Quell’«io» in realtà è il Sé, anche se è ricoperto di tante identificazioni: con un io personale, col corpo ecc.

Quando tu resti, dimori, alberghi nella sensazione di «io», quest’io gradualmente si purifica, cambia, e alla fine si mostra per quello che è: il Sé.

Devi sviluppare una relazione di fede e devozione con l’«io», perché è ciò che i mistici chiamano Dio. Le Sacre Scritture insegnano che questa è la più alta forma di devozione.

Il lavoro all’inizio è piuttosto scivoloso. Tu prima devi farti strada nella selva della mente per individuare la sensazione “io”, poi devi dimorare in essa. Come vi dimori la sensazione «io» spesso cambia piuttosto velocemente, proprio per effetto della purificazione che ti dicevo; perciò tu devi di frequente rimetterla a fuoco e tornare a dimorarvi.

Ecco che all’inizio sono più fruttuose sedute di meditazione brevi (anche solo di 15 minuti) ripetute durante la giornata. All’inizio dovresti tendere a fare 2 ore di meditazione al giorno.

Ma l’Autoindagine è sempre, non basta soltanto la meditazione formale (quando ti ritiri a meditare). Durante il giorno, a intervalli regolari, staccati dalla scena del mondo che stai sperimentando e rivolgi la tua attenzione di 180° verso il Soggetto che sperimenta tutto quello, cioè l’«io», e dimoravi anche solo pochi secondi , o qualche minuto, dipende da cosa stai facendo. Sii prudente quando sei alla guida o stai facendo qualcosa che richiede cautela, a non esponendoti a rischi sottrarre unità attentive alla tua azione.

Inviami report regolari a mail@itisnotreal.net.

Love,
sc

❖ ❖ ❖

— Buon pomeriggio. È da qualche mese che seguo il suo sito sull’Advaita ed è già un po’ di tempo che le volevo scrivere per potermi confrontare sul progresso della mia autoindagine ma non ne ho avuto il coraggio, fino ad ora. Il suo ultimo post mi ha messo un po’ di confusione. Lei dice di dimorare nella sensazione di «io», mentre Rajiv nel testimone che osserva l’«io». Può gentilmente illuminarmi?

— Carissimo D.,

ci sono vari modi di intercettare il Soggetto: come coscienza, sensazione di essere, sensazione di io, presenza, testimone.

Anche se sembrano diversi, in realtà sono sinonimi. Io li ho indicati tutti nel corso del tempo.

Ciascun sadhaka si trova meglio con uno anziché con gli altri, ma nel corso della sadhana li sperimenterà tutti. Ciò che posto su Internet sono indicazioni generali che non sostituiscono una guida individuale.

Ho lo stesso articolo su facebook e Rajivji l’ha gradito con il suo “like”:
https://www.facebook.com/pages/Advaita/477693405587874?cropsuccess

Love,
sc

Sergio Cipollaro

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Marco Mineo, Renato Cadeddu e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”.
Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore.

Questa voce è stata pubblicata in Articoli_di_Sergio e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.