l’amore e il nulla

Nisargadatta diceva una cosa di grande rilievo che è un insegnamento importantissimo: “Saggezza è sapere che sono nulla, amore è sapere che sono ogni cosa; tra questi due fluisce la mia vita”. Bisogna ponderarlo bene.

Il Divino, ciò che realmente siamo, ha due aspetti: il Trascendente, prima dell’esistere, e l’Immanente che è essere tutte le cose. il Trascendente viene descritto come Vuoto, Vacuità o Nulla, che purtroppo hanno valenze negative nel linguaggio, mentre nell’esperienza spirituale significano libertà assoluta, assenza di ogni vincolo; inoltre porta al Silenzio e al non sentire di essere l’agente, colui che compie le azioni. Non v’è contraddizione tra i due aspetti, sono due facce della stessa medaglia. Lo Jnani immerso nel questo Vuoto, apre gli occhi, si volge al Divino manifesto, ed ecco fluire l’Amore Divino.

Non poche scuole spirituali si dedicano a questo nulla e lo indicano come l’unica meta da raggiungere. Permettetemi di presentarvi la mia esperienza diretta e indiretta come insegnante. Se non avete prima dischiuso l’Amore Divino potranno capitare tre cose: 

  1. Non sarete in grado di restare molto nell’aspetto trascendente perché nella vostra mente vi saranno ancora spinte verso la vita che vi distoglieranno.
  2. Quel nulla vi apparirà agghiacciante e privo di sbocchi.
  3. Peggio ancora, vi crederete un maestro… Ma non avendo maturato l’Amore Divino, anche se avete delle qualità spirituali, potrete parimenti conservare spinte avverse all’etica che possono manifestarsi in maniera distruttiva per voi e per gli altri. Vi è il rischio infatti che quella libertà assoluta se la prenda l’ego e dica: “Dato che tutto è nulla posso fare quello che voglio”…

Nella mia esperienza l’unica assicurazione che garantisca che la vostra pratica sta procedendo bene e gode di ottima salute è dischiudere l’Amore Divino. Ciò non significa adottare uno stile bhakta, nel senso di aver bisogno di rituali, cerimoniali e di un’immagine antropomorfa del Divino. Potete essere fortemente orientati a Jnana, la conoscenza, e maturare l’Amore Divino; se leggete le biografie di Sri Ramana vi renderete conto di quanto in lui fosse totalmente aperto.

Pensare di stabilirsi nella trascendenza senza prima aver aperto nel proprio cuore l’Amore Divino è come Pierino immagina la Liberazione; mi vengono in mente quelle caricature che Carlo Verdone fa dei meditanti…

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