L’Autoindagine

L’autoindagine è il metodo più diretto, perché non si concentra su un oggetto ma porta l’attenzione direttamente al Soggetto percipiente, che è il Sé.

Usando la metafora del proiettore, TU sei la luce (la coscienza pura senza forma), poi per varie ragioni questa luce passa attraverso i fotogrammi della pellicola (la mente fatta di concetti) e proietta delle forme di luce sullo schermo (il mondo, la vita). Perciò tu che sei Puro Essere, Pura Coscienza senza forma, adesso credi di essere una persona con un corpo perituro che va attraverso tutte le vicissitudini della vita. Buddha Sakyamuni ha approfondito il concetto di dolore che deriva da tele falsa identificazione che ha chiamato dhukka, ed è proprio il dolore che a un certo punto spinge a cercare la liberazione attraverso la via spirituale.

Con l’autoindagine tu rovesci l’attenzione di 180° e la porti dagli oggetti percepiti (del mondo interiore: sentimenti, pensieri, immagini, emozioni… e del mondo esteriore) al Soggetto percipiente.

Come fare?

Devi individuare la sensazione di io, o di Essere, o il Testimone, o la Coscienza, o la Presenza, come ti è più naturale percepire il Soggetto, e dimorare/stare in essa il più possibile. Quando la perdi, riprovi.

Poiché ho leggo che ti piace stare nella Presenza – e questo indica che sei già spontaneamente disponibile all’autoindagine – individua la Presenza come Soggetto, e stai in quella il più a lungo possibile.

Questo nella meditazione formale (quando ti ritiri).

Durante tutta la giornata, a intervalli più o meno regolari, fermati un attimo e torna alla Presenza. Quello che stiamo cercando di fare è portare la tua identità, dall’identificazione col corpo-mente, a riconoscersi come Sé.

Tu sei Sat-Chit-Ananda, che significa: Essere-Consapevolezza (o Coscienza)- Beatitudine.

L’illusione di crederti una forma di luce sullo schermo deforma la Consapevolezza, facendoti credere un corpo e un individuo, ma non intacca l’Essere, Sat. Difatti tutti sanno di esistere. Questo ‘essere’ viene percepito come ‘io’.

Che cos’è la Presenza? È al tempo stesso Essere e Coscienza, ma non coinvolti nella persona; alla fine dovresti percepirla come Essere-Coscienza oltre la forma, il tempo, lo spazio ecc.

Quando tu ti riconosci nella tua vera natura, allora Ananda arriverà traboccante!

P.S. – Lo scrivo sempre questo discorso, ma quando poi mi serve non lo trovo mai e mi tocca riscriverlo daccapo… 🙂

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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