limitato – illimitato

Sergio:

C’è un metodo che spesso usano i ritiri spirituali:
più limiti il limitato
più QUELLO, l’illimitato, emerge e diventa visibile.

In realtà, Quello c’è sempre:
che uno sia arrabbiato o di buon umore
che sia in buona o cattiva salute
che abbia un cattivo o un buon rapporto col partner…

Quello non dipende da nessuna condizione del creato:
non da condizioni ambientali, come Marco dimostra,
né da condizioni psicofisiche.

Non lo vedete, non vedete chi siete, perché avete dei desideri.
Volete che sia in un modo diverso da come appare:
siete arrabbiati e volete essere gioiosi…

Feci un complimento a S. e lei entrò in conflitto,
pensò che non doveva compiacersene
e non riuscì più a vedere Quello per un po’.

Resistete e forzate tutto il tempo o quasi.

Tre hanno mollato (smesso di resistere/forzare):
Fabrizio, Marco e Roberta.
Altri sono abbastanza pronti a farlo…

Cosa deve succedere perché decidiate?…

Fabrizio — Il corpo e la psiche avvengono in voi… Quando un maestro vi parla della non-azione non vi sta dicendo di non muovere il corpo o la mente, ma di riconoscere che qualunque cosa appaia, voi non cambiate mai, siete immutabili, senza-causa, imperturbabili, inenarrabili, voi siete la non-azione!
Non attaccatevi a quello che appare nel film della vita, riconoscete la vostra vera natura e… fine dei giochi…
Se credete che la realizzazione sia la fine dei problemi, siete fuori strada, la realizzazione e la fine di Chi ha i problemi, non dei problemi. Dal punto di vista di un realizzato i problemi, come potete intenderli voi, non esistono poiché lui è fuori dal giudizio.

L. — La fase di transizione… Credo di essere in questa fase. Ancora la vita, coi suoi balocchi, cerca di fermarmi ma non mi prende. Ho un ardente aspirazione al divino, niente e nessuno potrà ostacolare l’ascesa.

Sergio — Ananta è molto chiara nel video. A un certo punto chiede all’interlocutore “Che cos’è la cosa più importante per te nella vita”. E poi gli dice (uso parole mie) “L’attenzione va dove c’è il piacere. Se per te la cosa più importante della vita non è scoprire il testimone, non lo scoprirai”.
Io ricordo Fabrizio: NON C’ERA NIENTE DI PIÙ IMPORTANTE NELLA SUA VITA CHE SCOPRIRE LA VERITÀ DI SE STESSO, e si è realizzato molto rapidamente. E lo stesso è stato per Marco e per Roberta. Chiedi a Loro, chiedi cos’era la cosa più importante della loro vita… Non è che avessero qualche stringa del DNA molto diversa dalle tue.
Non c’è nessuna fase di transizione, Lucia, perché tu sei già Quello. Quello che c’è è che sei ancora molto affascinata dalla mente e dalle sue storie.
Hai aspirazione al Divino? Bene: devi avere come principale scopo della tua vita di essere il testimone, di realizzare il testimone, di non spostarti dal testimone neanche per un istante. E allora la realizzazione sarà tua, senza transizioni.