l’impulso alla sopravvivenza deve cessare

L’impulso alla sopravvivenza deve cessare. È una spinta dell’ego, non del Sé, e ha alla base la paura di non sopravvivere che appartiene all’ego, non al Sé.

Io ho esaminato molto questa paura e, nella mia esperienza, con sorpresa non ho trovato la paura di perdere il corpo, ma innumerevoli rimproveri che accusavano Sergio di non saper fare bene le cose…

E ho capito che la cosa è ragionevole. Un bambino non ha paura di perdere il corpo, ciò che lo terrorizza è di perdere la relazione con i suoi genitori. Perdere la relazione con i propri genitori è per il bambino la vera minaccia alla sopravvivenza, e non è una paura fisica, è affettiva. Il bambino non pensa “Chi mi darà da mangiare?”, teme “Perderò l’amore di papà e mamma, la loro stima, fiducia ecc.”; quella è la vera morte per lui!

Le persone spirituali sono molto meno attaccate al corpo di quanto si creda. Per loro l’attaccamento al corpo viene come conseguenza della paura di perdere l’amore delle figure genitoriali. E poiché i genitori li hanno rimproverati in quanto forma, in seguito essi continueranno compulsivamente e inconsciamente a lottare per la sopravvivenza della forma, il corpo-mente, al fine di non perdere l’AMORE. Ma se si fermano un attimo a ipotizzare anche solo per un momento che avranno comunque quell’amore, scopriranno che in loro non c’è nessuna paura di perdere il corpo.

Quando guidavi il Ritiro c’era in te qualche preoccupazione di sopravvivenza? No, a nessun livello. Perché sono ansiosi di migliorare l’aspetto del tuo corpo? Per essere amati!!! Ma se fossero sicura di ricevere l’AMORE, persino la spinta sessuale stessa sarebbe significativamente ridimensionata, e fare o non fare sesso non sarebbe un problema di grande rilievo… se c’è bene, se non c’è fa lo stesso, non ci starebbero troppo a pensare…

Questo ti dà una traccia: per superare la schiavitù dell’impulso di sopravvivenza trova l’AMORE di cui hai bisogno dentro di te, e sarei libero.

Questo ti dà una traccia anche su come agire con gli altri e con gli allievi. Quando rimproveri qualcuno, il che è inevitabile, l’amore dev’essere fuori discussione, in nessun modo l’altro deve avvertire – per quel che dipende da te – che il rimprovero mette in forse il tuo amore per lui, cosa che è un ricatto/manipolazione che gli essere umani fanno spessissimo per forzare gli altri a fare ciò che vogliono. Con gli allievi, aiutali a trovare l’AMORE di cui hanno bisogno in loro stessi e si libereranno dalla schiavitù di dover sopravvivere.

Finché nell’aspirante c’è un impulso a consolidare la sua sopravvivenza, sia fisica che psicologica, egli si sta limitando in una bella trappola, niente liberazione!

Un vero Maestro è colui che ha superato l’impulso alla sopravvivenza. Solo questi ha qualcosa da insegnare.

Quando non c’è più impulso alla sopravvivenza, non c’è ego. E quando non c’è ego i pensieri non trovano nessuna base (il falso io individuale) su cui rimbalzare per emergere. Allora c’è Silenzio, che è l’espressione del Sé realizzato, e che è anche il mezzo attraverso cui avviene la trasmissione diretta della Verità.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
Questa voce è stata pubblicata in Articoli_di_Sergio, Dialoghi dal Sangha e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.