lo sfondo di infinita quiete

Marco Mineo: — Sarvam annam (Tutto è nutrimento):
Lo stress per gli impegni che sembrano succedersi all’infinito può motivarti a comprenderti come originaria non-azione.
la confusione intensa può farti decidere di scindere finalmente il legame col pensiero e conoscerti come Silenzio.
La sofferenza intensa può farti decidere di vedere finalmente che CHI soffre è il corpo non tu.
Che ogni turbamento ti possa rendere consapevole di essere sempre lo sfondo di infinita quiete.

Fabrizio Torre: — Perfetto, cambierei solo una cosina: “La sofferenza intensa può farti decidere di vedere finalmente che CHI soffre è il corpo non tu”.
La sofferenza è mentale mentre il dolore fisico; dunque direi: “La sofferenza intensa può liberare dal soffrire portando a morte il sofferente”.

Commento di Sergio: — Quando si realizza la propria vera identità, si perde l’identità con io individuale, essa rimane solo come funzione per agire nel sogno della vita, ma lo jnani ha la propria identità centrata su in ‘potere’, come lo chiama Papaji (Poonja), eterno. Questo ‘Potere eterno’ è superiore a qualsiasi movimento che avviene in superficie e in esso non c’è nessuna identità di uno che soffre. Da qui il commento di Fabrizio: facendo morire il sofferente, si è liberi dalla sofferenza.

 

 

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