l’osservazione deve portare alla disidentificazione dall’osservato

Allieva: — Mi sento molto stanca, ho troppi impegni che occupano la mia mente e mi fanno stare troppo nelle cose da fare. Non sono ancora fuori dalla dualità.

Marco Mineo: — Chi sostiene di non essere fuori dalla dualità? Tu non sei chi fa. Sei chi è cosciente. Chi testimonia questa stanchezza? Trova il tuo centro in ciò che testimonia. Se fissi l’attenzione nelle dinamiche della mente che producono stanchezza, queste si autoalimentano. Prova invece a portare l’attenzione all’osservazione. I problemi della mente non possono essere risolti dall’azione della mente ma portando l’attenzione a ciò che testimonia la mente e tutto il resto.
Ciò che testimonia la mente è sempre libero dalla mente! L’occhio è libero da ciò che vede, non ne è affetto.
Sposta il tuo centro dagli oggetti al soggetto.

Allieva: — Grazie, questo è illuminante, nonostante abbia già praticato l’osservazione.

Marco: — La pratica dell’osservazione deve portare alla disidentificazione dall’osservato, altrimenti resta una pratica incompleta.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Uno dei maestri risponderà alle vostre lettere.
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