l’ultima lezione

Sapete già come la penso sulla questione “Maestro interioreversusMaestro esteriore”.

Certamente il vero Maestro è interiore – se così non fosse, come lo si potrebbe realizzare?… Ma veramente pochi riusciranno a ‘vederlo’ senza un Maestro esteriore.

Cioè: veramente assai pochi aspiranti riescono a deporre il proprio ego ai piedi del Maestro interiore senza l’ausilio del Maestro esteriore. La quasi totalità di quelli che dicono: “Seguirò solo il Maestro interiore” finisce semplicemente per seguire l’ego senza neppure rendersene conto…

Ma chi è questo benedetto ‘Maestro interiore’?

È la sensazione di ‘io’! Quella semplice sensazione che emerge quando vi chiamano e voi poggiate la mano al petto e dite : “Sono io”.

È una sensazione ‘double face’, perché include sia il pensiero ‘io’, che è quello che si identifica col corpo e la personalità e che crea l’illusione di un ‘io individuale’ da cui nascono tutti i mali del mondo, sia il puro ‘Io Sono’ che è impersonale, universale e non è altro che ciò che indichiamo come Sé o ‘Sat-Cit-Ananda’ (Essere-Consapevolezza-Beatitudine).

Quando rimanete aderenti alla sensazione ‘io’ per lungo tempo, questa si purifica di tutte le cose che vi sono state sovrapposte, e alla fine rimane il puro Sé risplendente. Questa fase, che noi usualmente chiamiamo ‘autoindagine’, e spontaneamente la fase finale d’ogni via realizzativa. Cioè: perché la Realizzazione possa avvenire, l’attenzione dev’essere rivolta direttamente sulla Sorgente, non sui fenomeni, anche se possono essere fenomeni sottili, energetici, siddhi (poteri)… ed essere molto affascinanti.

Il mio Maestro Rajivji dice: “Ritornare continuamente alla sensazione ‘io’ e rimanere aderenti ad essa è la più elevata forma di Devozione!”.

Vorrei raccontarvi la storia di un aspirante molto molto elevato, che nondimeno ha avuto bisogno del Maestro esteriore per riconoscere completamente il Maestro interiore. È Swami Veda Bharati, che è stato il principale divulgatore in occidente della tradizione yogica Himalayana, che include lo Jnana Yoga.

Un’anima evoluta. Insegnava già dall’età di 6 anni e parla 11 lingue. Quando conobbe il suo Guru, Swami Rama, aveva già un nutrito seguito di discepoli.

Inutile dire che la relazione tra lui e il Guru fu intensissima. Ma… a un certo punto, imprevedibilmente, Swami Rama smise di ricevere Swami Veda e i suoi studenti, mentre continuava a ricevere gli altri discepoli e i loro allievi.

Per quanto evoluto Swami Veda cominciò a rammaricarsi. Attese a lungo che il Maestro ricevesse nuovamente lui e il suo gruppo, ma poiché ciò non avveniva, un giorno si decise ad andare da Swami Rama.

Come lo vide Swami Rama si adirò: “Cosa fai qui? Cosa Vuoi? Chi ti ha convocato? Vai via!!!”. “No,” rispose Veda Bharati, “desidero stare con te” e così dicendo si sedette. Allora Swami Rama diventò furioso. Aprì la porta e cominciò a gridare: “Fuori, fuori, fuoriiiii!!!”. La reazione fu così forte che al povero discepolo non rimase che andarsene.

Swami Veda tornò nella sua stanza e si sedette a meditare, e non appena si introvertì scopri che il Maestro era nel suo cuore e stava sempre indissolubilmente con lui.

Per la verità scoprì ‘molto di più’. Ma non vi posso rovinare il finale. È qualcosa che dovete scoprire da voi, e ciò avverrà immancabilmente quando abbandonerete il vostro cuore, e il ‘vostro ego’, ai piedi del Guru.

LOVE

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