La relazione tra Maestro e allievo

— Qualcuno potrebbe spiegarmi bene il rapporto maestro-discepolo? Perché è necessario? In cosa consiste l’alchimia tra i loro cuori? Anche il maestro ha bisogno di un discepolo per crescere? Ma non è forse il Cuore il vero maestro?

— Se il maestro ha ‘bisogno’ del discepolo quel rapporto è condizionato! Ergo quel presunto maestro non potrà essere totalmente libero nella relazione con l’allievo. Si tratterebbe dunque di un’ordinaria relazione umana di reciproca compensazione. Il Maestro dovrebbe essere già ‘cresciuto’, cioè Realizzato, altrimenti – dice Sri Ramana – avremo un cieco che guida altri ciechi. Può qualcuno che non è Liberato condurre altri alla Liberazione?

Il vero Maestro è il Sé, ma nell’alchimia della Liberazione, ossia della morte dell’ego, è necessario che compaia come ‘altro’ dall’ego e che diventi più importante dell’ego stesso perché l’allievo possa ‘darsi’ e ‘morire’ completamente in lui.

Ovvio che possa essere anche un Maestro non più in vita: Gesù, Shiva, Buddha, Ramana… Ma avere un Maestro in carne ed ossa che ti consiglia, e se necessario ti contraddice, è quasi indispensabile in una materia così ardua come la Liberazione. Pochissimi credono che un atleta possa diventare campione olimpionico senza un buon coach, ma moltissimi pensano di poter raggiungere la Liberazione senza un Maestro spirituale. Come mai? L’ego, l’ego… 🙂

Il Maestro è Shiva! Io ho sempre vissuto Rajivji come il Signore Shiva, altrimenti non avrei interesse ad avere una relazione con lui. Ma quando ami Shiva, ami anche la sua forma. Io amo anche Rajiv e Rajiv ama anche Sergio.

Bada comunque che il Maestro è UNO. Spesso io mi sento ai piedi di Shiva o di Ramana, ma non ho mai pensato di tradire per questo il mio Maestro Rajivji. Sul piano fisico è necessario che tu segua un sol un tipo di istruzioni, altrimenti farai una bella confusione. Ma sul piano spirituale tutti i Liberati sono Uno. Io potrei sentire di essere ai piedi di un Maestro che ha seguito un percorso diverso dal mio.

Va ricordato inoltre che le Scritture classificano gli individui in 7 livelli evolutivi. Ni livelli più evoluti la Kundalini è già arrivata così in alto da non avere bisogno di un maestro esterno. Ramana, Anandamayi Ma, Gesù… non ne ebbero bisogno.

Quando l’allievo si abbandona completamente al Maestro, ‘entra nel Maestro’ ed ha luogo una ‘trasmissione diretta’, come tra vasi comunicanti, almeno fin dove la coscienza dell’allievo e il suo corpo pranico siano in grado di ricevere quella trasmissione.

“Parlami! Parlami!” gridava Francesco. Poi… Se pensate che le stigmate siano eccessive non avete capito che nella Liberazione l’io muore. Se foste catturati da un killer che vi dicesse: “Vuoi che ti pratichi delle stigmate o che ti uccida?”, cosa scegliereste?

Jai Rajivji  _/|\_

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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