non-conoscere

Durante un Satsangha Francis Lucille dice: “Tutto quello di cui c’è bisogno è essere liberi da vecchi concetti: questo è importante. Vedere quanto sono privi di qualsiasi credibilità ci lascia in un atteggiamento di non-conoscere, un atteggiamento in cui abbiamo dimenticato tutto ciò che sapevamo, un atteggiamento in cui non abbiamo più niente. Questo è il significato di essere ‘poveri di spirito’. Non conosciamo niente, non abbiamo niente, non vogliamo niente”.

Chiariamo un po’ questo non-conoscere

‘Non-conoscere’ si riferisce alla conoscenza relativa: non-conoscere riguardo a qualcosa. Questo non-conoscere altro non è che l’autoconsapevolezza del Sé, che non è una conoscenza mentale derivante da nozioni, è Prajnana, la vera suprema Conoscenza, che è l’autoesperienza diretta eterna e immutabile del vero Sé. Quando siete immersi in questa conoscenza, che è l’unica vera realtà, la mente non c’è, perciò non sapete un ficosecco di niente. questo preoccuperebbe una persona, ma dato che in quella circostanza siete puro Essere e non c’è un io individuale, la preoccupazione non vi raggiunge.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Uno dei maestri risponderà alle vostre lettere.
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