Non esiste barriere che la pratica assidua non possa sconfiggere. Perde chi si ritira!

— Vorrei e dovrei fare ogni tanto un resoconto su come va con la mia pratica, però continuo a rinviare perché non ho le idee chiare. A volte penso di ‘fare’ abbastanza, a volte no. Sono diviso fra pensarmi come praticante convinto o no.

Nei giorni liberi mi sembra che potrei anche provare a fare almeno due ore di meditazione formale, ma spesso non la faccio. E in quell’ora / ora e mezza che pratico – che già mi sembra poco – l’attenzione mi sembra svagata. Ci sono giorni in cui mi aiuto cercando su internet scritti, audio e video di maestri e ricercatori: questo mi aiuta un po’…

La depressione legata alle vicende personali non c’è più, ma sicuramente perdura un senso strisciante di apatia, anche legato alla pratica. Quello che mi toglie forza e convinzione è la sensazione neanche tanto strisciante di avere un corpo-mente ‘inadatto alla pratica’.

— Il problema è che dai valutazioni!!! Oltre al fatto che ti che non ti fai vivo.

Tu mediti e dici: “Va bene o va male? Essere o andare a farsi friggere?”. Nessuno ti ha detto di fare così.

Pratica ‘almeno’ 2 ore al giorno! Nei giorni liberi fai 3 ore di pratica. Concertati sulla presenza o sul 3° Occhio. Quando ti distrai riporta l’attenzione sull’oggetto della tua concentrazione. Pratica AL MEGLIO CHE PUOI! Se il tuo meglio è una pratica da schifo, FAI LA PRATICA DA SCHIFO!!!! Come cavolo credi si consumi l’apatia????? Con le domande amletiche??? STANDO ‘ASSETTATO’ ORE IN UNA PRATICA DA SCHIFO!!!! Quando l’apatia si sarà consumata, allora potrai passare a una pratica da mezzo-schifo. Poi lo schifo non ti farà più paura, realizzerai che non sei lo schifo, e allora le cose andranno meglio.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
Questa voce è stata pubblicata in Articoli_di_Sergio, Dialoghi dal Sangha e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.