non puoi afferrare il Sé. tu sei il Sé!

Roberta 01

Di seguito un dialogo tra un allievo e Roberta Gamba. Per comprenderlo bisogna sapere che questo allievo si è ritrovato in questa vita con una kundalini eccezionalmente attiva, e ciò spiega l’intensità delle sue crisi. Egli non aveva insegnamenti per fronteggiarle, si rivolse a me e io lo affidai a Roberta che ha passato vittoriosa, in prima persona, tutte queste difficili – a volte terrificanti – esperienze. Ella dunque conosce molto bene tale terreno, ed è altresì saldamente e irreversibilmente stabilita nel Sé.
Quando la Grazia vuole che la Dea Kundalini si eriga con tale virulenza, l’aspirante va attraverso una sadhana estrema, né ci si può opporre con la volontà dell’ego a quel mare in tempesta. Il sadhaka può passare quelle crisi soltanto attraverso l’abbandono, osservando quella fenomenalità infuriata con fede e neutralità e lasciando che quelle manifestazioni esauriscano il loro compito purificatorio. In questi casi, una guida saggia e competente è il più delle volte indispensabile.

Allievo: — Cara Roberta, c’è un punto che sento necessario approfondire. Questo vuoto silenzioso in cui dimoro abitualmente quando riesco a distaccarmi dalle mie associazioni mentali non mi soddisfa. In Esso non ci scorgo nessuna parvenza di beatitudine ma solo un vuoto silenzioso. La prospettiva di cristallizzarmi per l’eternità in questa perenne osservazione del nulla è inquietante. Cosa puoi dirmi a tal proposito? La beatitudine arriverà o si tratta solo di ‘Questo’? Rispondimi, se puoi, con tutta calma. Ti ringrazio infinitamente.

Roberta: — Questo di cui mi parli non è assenza di ego. La mente è silenziosa e calma, ma ancora distaccata da ciò che percepisce… Questo non é il Sé. Il Sé non può giudicare il silenzio perché il Sé ‘è’ il silenzio. Non può percepire null’altro che Sé medesimo, il Sé è unità.

A.: — Inoltre, vorrei aggiornarti sulle ultime novità: ultimamente la mia capacità di afferrare il Sé si era rafforzata notevolmente, ma dopo circa 2 giorni di prolungate fasi di silenzio mentale soprattutto nella fase di sonno, il mio ego ha incominciato a opporre delle resistenze violentissime ed ingestibili. Nei successivi 3-4 giorni sono stato totalmente preda della mia mente e di pensieri continui e terribili, di ogni genere, mi hanno letteralmente devastato. Ogni tentativo di arrestare o attenuare questo flusso di pensieri è stato vano e ho dovuto assumere dei tranquillanti perché stavo diventando anche estremamente violento. Cosa fare in questi casi? Inoltre visto che la mattina mi risulta particolarmente difficile afferrare il Sé , posso cercare di fermare la mente meccanicamente ricorrendo a sforzi di attenzione? Ho notato che solo tentando di arrestare la mente con sforzo, riesco poi dopo, una volta che i pensieri si diradano, a insediarmi nel Se (anche se non sempre).

Roberta: — Tu stai cercando di fermare la mente con la mente. Non puoi afferrare il Sé, tu sei Quello. Porta la tua attenzione sulla Presenza che sei. Non lottare con la mente. Il Sé osserva tutto questo con distacco. Non puoi comprendere questo con la mente, perché la mente è uno strumento. Sei in una fase di purificazione intensa… abbandonati al flusso.
Stai nel sentire. La mente va osservata e non fermata. Tu sei luce, ma finché la desideri erigi un muro tra te e la luce. La Luce che aspetti arriverà quando la ricerca si sarà esaurita. Accade da sé. Non ci può essere volontà. È una Grazia.
Questi sono tutti passaggi obbligati… cadranno nel nulla. Abbandonati con fede a ciò che ti muove. E che vede tutto questo come ‘amore in movimento’.
Senza mente non esiste desiderio e sforzo. Accogli nel tuo cuore il Potere superiore e la persona che credi di essere se ne andrà da dove è venuta.
Ti apparirà il gioco del sogno, la Pace del Cuore e l’Unità con il tutto.
Il dentro e il fuori devono crollare.

Ti abbraccio.
Roberta

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
Questa voce è stata pubblicata in Articoli_di_Sergio, Dialoghi dal Sangha, Roberta Gamba Sakshi e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.