non trovo più il soggetto della percezione

Caro Sergio,

inizio a sentirmi un po’ meglio. Sto così riprendendo una pratica formale più assiduamente, e su questa ho bisogno di chiarimenti.

È un po’ come se avessi perso l’obiettivo su cui focalizzarmi, mentre prima cercavo di essere uno con la coscienza, la consapevolezza, il senso di essere ecc.; avevo comunque un oggetto reale o immaginario su cui focalizzarmi e fondermi. Ora le cose stanno così: sia ad occhi aperti che chiusi nella pratica non trovo più il soggetto percipiente; c’è il vedere, il suono, i pensieri tra cui quello di essere io, sensazioni corporee, insomma non c’è niente che ascolta, guarda o percepisce, anche la coscienza è un oggetto, un pensiero.

C’è in sostanza il mondo delle percezioni ma non trovo un vuoto, un nulla, un oggetto insomma su cui dirigere l’attenzione e, non so come procedere. A volte pratico così: lascio che l’attenzione vada a ciò che appare nella coscienza al momento, e basta, come un niente che è attraversato dal tutto.

Ho bisogno di un tuo consiglio.
Con amore…

SERGIO:

Dice Nisargadatta “Resta aggrappato all’Io Sono (impersonale/universale) fin questo non ti lascia libero”. All’inizio il Soggetto percipiente è un ‘concetto forte’: la Coscienza, l’Essere, l’Io Sono… e turiya si presenta con una forte connotazione di autoconoscenza: “Io sono Io!”, Ramana lo chiama l’Io-Io. Ma proseguendo nel distacco con la mente, anche questi concetti relativi al Soggetto sbiadiscono, e tu non li trovi più. Non solo, la forte sensazione di Esserci (come Essere universale) si trasforma nella sensazione di non esserci affatto: c’è l’io, come groviglio mentale che fa apparire che ci sia un soggetto individuato che ha giudizi e reazioni su quello che succede e che ti è ormai chiaro che è una solo parte della mente, e lo ‘SFONDO PERCIPIENTE’, assolutamente non coinvolto, quieto, eterno e immutabile, che nemmeno capisce quel che percepisce perché non lo codifica: è prima della conoscenza.

Che fare?

Non è facile da spiegare a parole perché ora non puoi ‘fare’, devi abbandonarti.

Posso darti dei consigli per ispirarti:

1° orientamento: RINUNCIA RINUNCIA RINUNCIA!!!!
Attaccamenti, avversioni… non seguirli, prendi esempio dallo SFONDO PERCIPIENTE.
Credimi, ne vale la pena! È traboccante e inesauribile la gioia che proverai quando l’hai fatto, quando ti sei liberato dal giogo.
Tuttavia non combattere quando attaccamenti e avversioni compaiono, altrimenti sali sul ring… ma continua a rinunciare rinunciare rinunciare.
Nella prima fase c’è bisogno di questo impegno, poi quando Dio ti prende (quando la gioia ti prende) non è più necessario. Tu ora devi imparare a mollare tutti gli attaccamenti, come quando muore il corpo – lì però c’è il rischio che ti porti ancora dietro i desideri della mente, che ti condurranno a una nuova incarnazione nel sogno di maya.
Devi imparare a mollare tutto. Questo deve ‘avvenire’ con un mix di intenzione di farlo e di abbandono; ci va il tempo che ci va.

2° orientamento: devi stare nell’OSSERVARE impersonale.
Per non fare niente io mi comportai così. Mi veniva naturale concentrarmi sul terzo occhio. Così mi sedevo e mi abbandonavo al terzo occhio, mollando TUTTO. Ma non facevo la tecnica, perché avveniva da sola, io stavo lì e testimoniavo senza desideri (esclusa la gioia divina quando arrivava per sentirmi libero).
Potresti portare l’attenzione allo SFONDO PERCIPIENTE… osservarlo, stare lì. In pratica fai la stessa cosa che facevi prima: RISALI ALLA COSCIENZA!

Con due alternative:

  1. Non ti aspettarti che sia un concetto mentale forte come lo era prima e dimori nello SFONDO PERCIPIENTE.
  2. La prima alternativa non ti riesce, allora insisti a continuare a dimorare nella coscienza, come facevi prima, ma mantenendoti aperto a che la tua percezione della coscienza cambi.

E cambierà! Diventa il Vuoto/Nulla senza assolutamente nessuna qualità, nemmeno una particella subatomica del creato…
Quando avviene questo cambiamento?
Quando sei disposto ad accettarlo! Ad accettare il Vuoto/Nulla…
Tutti i problemi che hai avuto in quest’ultimo periodo non sono altro che la conseguenza della tua incapacità ad accettare questo assoluto Vuoto/Nulla, esattamente come avviene negli Intensivi quando il partecipante, dopo aver avuto un’esperienza diretta, non è in grado di accettarla… e sta malissimo.

Ma insistendo, sapendo che io, Fabrizio, Marco, Roberta ecc. stiamo benissimo in questo Vuoto/Nulla, riuscirai a venir fuori dalle resistenze che ti impediscono di realizzarlo. Allora riconoscerai che sei TU e sarà ‘esplosione’ di gioia e liberazione inesprimibile.

I problemi psicologici che hai passato e che ti hanno prostrato vanno riletti. Sono l’esperienza spirituale della morte dell’ego che sta vivendo un aspirante di alta classe. Stimati, brinda a questo evento che ti sarà costato vite di sforzi per arrivarci e vacci attraverso!

Ti allego due testi che possono aiutarti a capire dove sei:
http://www.itisnotreal.net/su-cosa-deve-stabilirsi-la-mente/
http://www.itisnotreal.net/manolayasutra-di-bodhananda/

 

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
Questa voce è stata pubblicata in Dialoghi dal Sangha. Contrassegna il permalink.