La OM

La OM è “Lo Spirito [la vibrazione] di Dio che soffia sulle acque buie” (Genesi 1, 2) dopo che “Dio creò cielo e terra” (Gen 1, 1). Ed è anche Isvara, Brahman saguna (con attributi), lo stesso Dio-causa della creazione, il Dio-persona come adorato dalla nostra religione.

Mentre in Brahman nirguna (senza attributi) c’è solo la coscienza del Sé (Turiya) – o meglio, il riflesso del Sé nello specchio della coscienza, perché l’occhio non vede l’occhio, così la Soggettività ultima, cioè VOI, non può diventare ‘oggetto’ di conoscenza – e la creazione non è presente, con Isvara, Brahman saguna siamo già nella manifestazione anche se ancora a livello causale. La Luce – la coscienza degli stati di veglia e sogno – viene allacciata nel terzo versetto della Genesi: “Poi DIO disse: ‘Sia la luce!’. E la luce fu”.

Ovvio che questi nomi sono tutti livelli di coscienza; non esiste qualcuno che si chiami Isvara…

Isvara è il massimo livello del Divino che la mente umana possa concepire. Adorato dagli yogi nella forma della vibrazione (suono interiore) OM, e nelle vie devozionali nell’immagine personificata di Dio. È un punto di mediazione tra l’umano e il divino.

Cita la Maitri Upanishad: “Ci sono due forme del  Brahman da conoscere: Brahman come suono e il Brahman trascendente. Coloro che si immergono nel Brahman come suono vanno al trascendente […] E il suono è OM, l’indistruttibile. Il suo cuore e silenzio, aldilà delle parole, aldilà della paura, aldilà della sofferenza, pura beatitudine, fisso, inamovibile, immortale, immutabile. […] Adora questo che è aldilà della differenza (dualità) […] Come un ragno si mantiene sul suo proprio filo e sale verso lo spazio libero, così anche colui che medita sulla OM, si muove in alto tramite il suono e raggiunge la libertà”.

Vero, e va bene per istruire i sadhaka di medio livello. Ma non appare affatto che lo stato causale, la OM, e l’immagine del Dio-persona vanno trascesi, e soprattutto non appare che trascendere significa: abbandonare, rinunciare, mollare, disidentificarsi da un pacchetto di impressioni – in questo caso dal corpo e piano causale. Sembra che sia un continuum, invece c’è un momento in cui molli! Così come il devoto che si è elevato tramite l’adorazione al Dio-persona, a un certo punto abbandona quell’immagine antropomorfa e si rivolge al Sé senza forma né attributi – ed è molto probabile che ci sarà qualcuno che salta su a dire che ha ‘tradito’ Dio…   Sri Ramakrishna, che era un devoto della Madre Divina, disse che a un certo punto aveva dovuto ‘abbandonare’ la Madre per il Padre.

La Om è il suono del nero Vuoto, il Nulla dello stato causale. È un’esperienza importante perché svuota la mente dai significati. Tutto è vuoto, le cose (del mondo esteriore e di quello interiore) a volte paiono trasparenti, fatte di vuoto. Tale esperienza nasce dal terzo occhio (parecchi sadhaka sognano che il 3° occhio, come un mega aspirapolvere, fagocitava tutto il mondo) e si completa in Bindu.

Col suono Om al massimo si può raggiungere un samadhi col Vuoto. Ma per conoscere il Super-Causale, Turiya, il Brahman nirguna, il SONO (versbo essere) Universale, la Coscienza Pura cosciente solo di se medesima, il Sé (sono tutti sinonimi a questo livello) in cui non c’è nessuna creazione – per non parlare del Parabrahman, l’Assoluto – lo yogi deve lasciarsi dietro i suoni interiori e il devoto l’attaccamento all’immagine personificata di Dio.

Un caro amico, un sadhaka di grande qualità profondamente coinvolto nella propria pratica, quando era immerso nella OM era solito concludere le sue lettere in questo modo: “Nella OM corrente di vita”.

È giusto, ma: non c’è nessuna VITA!!! C’è solo il Sé. La percezione della vita è una spina che gli esseri senzienti si portano conficcata nel sedere, è il film della mente che si srotola sostenuto dalla nostra identificazione con quelle immagini. E quando gli esseri senzienti si tolgono quella spina, sono LIBERI!!!

OM è la creazione sotto forma di vibrazione ancora indifferenziata. Il ricercatore la ode interiormente come il ruggito della valanga o il fragore dei marosi contro la scogliera in un giorno di tempesta – che è lo stesso suono. Vi è capitato di affacciarvi da una scogliera alta e di sentire quel fragore, quel rombo continuo?

Immergendosi nella Om il ricercatore raggiunge il silenzio, abbandonandosi ancora di più si depersonalizza e raggiunge un samadhi, diventa UNO col Vuoto. Ciò gli fa dire che la OM lo porta dall’umano (l’io personale) alla trascendenza perché ha avuto un samadhi che spesso crede gli abbia mostrato il Parabrahman – non pochi studenti mi scrivono di aver conosciuto l’Assoluto. Invece è il Vuoto Nero fello stato causale che molti buddisti, e non soltanto loro, scambiano per il nirvana.

— Come distinguere l’unione/fusione col Vuoto/Nulla del piano causale da una sbirciata nell’Assoluto” chiesi a Rajivji.
— Il vuoto/nulla puoi conoscerlo, mentre non puoi conoscere l’Assoluto, perché sei Tu”.

Troppo semplice per la mia ‘beautiful mind’…  🙁

Quando sei immerso nell’Assoluto non c’è coscienza. È Turiyatta o Turiyatita, è il Nirbija come lo chiama Patanjali. Dicono i Maestri: “Ti ricordi che c’eri, poi non ci sei più e poi ci sei di nuovo”. Questo alternarsi di Turiya e Turiyatta porta a quello che Ranjit chiama lo ‘stato non-stato’. Ma poiché non ho raggiunto Turiyatta, potrei solo riferirvi quello che scrivono gli altri. Tanto vale lo leggiate da voi.

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Interlocutore — Secondo me, i Jivanmukta (chi si è liberato) possono benissimo essere chiamati col nome “OMKARA” proprio come Lord Shiva…. e aggiungo da bhakta che ho sempre considerato il Sacro “OM” come uno dei Nomi più segreti di Isvara.

Sergio — Attenzione. Shiva ha vari nomi, così come il nome Shiva è associato a livelli di coscienza diversi; ad esempio, Shiva all’interno della trinità con Brahma e Vishnu. In quel caso Shiva non è altro che una funzione di Brahman saguna (con attributi). Io, come molti altri, uso Shiva per intendere l’Assoluto, il Parabrahman.
Pure a Isvara, il Dio-causa, sono attribuite interpretazioni leggermente diverse a seconda del Darshana o corrente filosofica.
L’OM è certamente segreto per la mente umana, è il suono del Nulla del piano causale. Ed è perfettamente comprensibile che Omkara, il suono OM, possa essere un altro nome di Lord Shiva. Ha un effetto di dissolvimento, shivaita, come Shiva all’interno della trinità sottoposta a Brahman saguna.
Sta di fatto che questo effetto, quello dell’Omkar, si conclude col piano causale e non raggiunge il Super-Causale, né tanto mento il Parabrahman, cioè Mukti, la Liberazione.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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